Zucchero – L’Arena – Home – Spettacoli

Zucchero – L’Arena – Home – Spettacoli

Il lavoratore italiano più instancabile del music business. Il musicista tricolore che ha suonato in tutti i continenti. Il fratello soul numero uno d’Italia. Adelmo Zucchero «Sugar» Fornaciari ha ricevuto ieri sera in Arena, durante i Wind Music Awards, il premio «Arena di Verona» per la sua attività di performer: è infatti l’artista italiano che si è esibito nel maggior numero di Paesi nel mondo. Senza contare l’Italia, con i suoi tour ha toccato 329 città, attraversando tutti i continenti: Europa, Asia, America, Africa e Oceania. Ed ha annunciato l’undicesima (ma davvero?) data in Arena.

Zucchero, pure in Oceania hai suonato…

Sì, non so come ma son finito in Nuova Caledonia. Da pochi giorni sono tornato dal Giappone; non c’ero mai stato. Uscirà una versione del mio nuovo disco, Black cat, anche nel Paese del Sol Levante. Dove tornerò a suonare l’anno prossimo».

Prima, però, ci sono undici date all’Arena di Verona, a settembre. Perché l’Arena? E davvero sono undici?

«Sì, l’Arena è magica. Amo questo anfiteatro: è fatto in modo tale che le 15mila persone dentro ti sembra di toccarle una ad una. Mi ci trovo così bene che ne ho aggiunta una in più. Ci sono anfiteatri bellissimi, a Nimes, dove suoneremo, e a Pola, dove sono stato varie volte. Ma l’Arena è il massimo. Qui mi sento a casa, mi piace la zona e mi hanno sempre voluto bene. Anche quando ho iniziato, al Festivalbar, e non potevo mica permettermi un concerto da solo all’Arena. Verona mi piace proprio. Mi sa che mi prendo un appartamento qua, invece di andare in albergo…».

Gli spettacoli di settembre come saranno?

Per ora sto lavorando a costruire una super band. Voglio crescere e il mio step successivo è la musica. Non punto certo sugli effetti speciali: non posso farmi lanciare in cielo sopra l’Arena. Così punto su musicisti di alto livello; gente di Memphis, New Orleans, Nashville… Sul palco saremo in 13».

Insomma, il disco si intitola «Gatto nero», sarete in 13 sul palco… Non sei superstizioso?

No, per niente. E poi i 13 rimandano alla canzone 13 buone ragioni, il singolo per l’estate.

Ottima scelta. Per noi è la canzone che risalta di più in «Black cat». Perché non l’hai scelta subito come singolo?

Perché non ci capisco nulla. Una volta sentivo un brano e dicevo: ’Sto qua è un singolo! Adesso sento roba schifosa alla radio e mi dicono: Sai che ’sta cosa funziona? Così lascio decidere alla mia casa discografica e mi concentro sulla musica. Tipo i concerti all’Arena, che saranno una vera festa. Stiamo preparando una sessantina di brani e ogni sera sarà diversa. Un nucleo di brani resterà immutato; il resto cambierà, concerto dopo concerto. Sì, ci saranno anche ospiti, ma per ora non li ho ancora invitati.

Quante canzoni suonerai a sera?

Non so, una trentina o meno. Non so essere troppo preciso: se una sera sto bene, vado avanti a farne più di trenta. Se una sera mi scappa di andare in bagno e non riesco a trattenermi, mi fermo a 25. Mi conoscete, no?