Zaia: «Falso che Verona sia dimenticata»

Zaia: «Falso che Verona sia dimenticata»

Il presidente della Giunta regionale del Veneto, Luca Zaia è stato ieri sera l’ospite protagonista di Diretta Verona, la trasmissione di Telearena condotta da Mario Puliero.

Al centro della serata ci sono temi caldi di cui ci siamo occupati in questi giorni e sui quali si attendono «Le risposte di Zaia», che è appunto il titolo della trasmissione. In studio con il presidente Zaia  il direttore de L’Arena Maurizio Cattaneo; il direttore del Giornale di Vicenza Luca Ancetti, il capocronista de L’Arena Maurizio Battista, il giornalista Alfredo Meocci.

 

Il confronto con il governatore veneto della Lega è, come si diceva, su temi roventi come le nuove tasse con la decisione di applicare nel 2019 l’addizionale Irpef per pagare la Pedemontana, superstrada a pedaggio che collega il Vicentino con Spresiano a nord di Treviso. C’è poi il nodo degli ospedali di comunità, cioè l’autorizzazione che la Regione deve dare alle case di riposo per utilizzare nuovi posti letto: dovevano già essere operativi invece la Regione rinvia ancora per mancanza di risorse. C’è poi la questione dei Pfas nell’acqua, problema esploso anche a Verona, e sullo sfondo lo scontro politico. Cosa farà la Lega a Verona dove fra tre mesi si vota? Zaia farà il candidato premier del centrodestra? Diretta streaming sul sito larena.it e le vostre domande a direttaverona@larena.it.

 

Il dibattito

Zaia: «Questa tassa vorrei ricordare che non va a colpire chi prende 1.700 euro al mese. L’80 per cento dei veneti non pagherà la tassa ed è il Fiscal Compact che ci obbliga a inserirla. Saranno 120mila i veneti che pagheranno la tassa per tutti, questi capisco che si possano lamentare. Non applichiamo la tassa per coprire buchi o altre emerite cavolate che ho sentito in questi giorni. Noi abbiamo la necessità di fare un mutuo di 300 milioni di euro per coprire un cantiere che oggi ha difficoltà ad essere bancabile. Io ho l’obbligo di portare al Consiglio una proposta, il Consiglio deciderà. Non mi innamoro delle mie proposte, sfido chiunque a dire che io dico bugie. Inoltre c’è tempo fino a fine anno per inserire questa tassa, da qui a dicembre possono succedere molte cose, lo Stato potrebbe sbloccare i fondi». 

Ancetti: «Non si poteva spezzettare questo mutuo in due-tre anni?»

Zaia: «No, tecnicamente lo Stato non lo permette»

Cattaneo: «Questi soldi non serviranno a tappare i buchi della sanità?»

Zaia: «Il bilancio della sanità del Veneto è un altro bilancio, dire che questi soldi serviranno per tappare i buchi della sanità dice un’eresia».

Paghiamo  la Pedemontana due volte, chiede un lettore. «Se facciamo questo ragionamento, vuol dire non avere una visione completa. Fa arrabbiare che ci sia qualcuno che va a strumentalizzare pensionati, casalinghe, disabili che sono tutte persone che non pagheranno», replica Zaia.

 

Battista: «La gente si chiede perché chi ha preso in mano la Pedemontana non ha i soldi per coprire l’opera?»

Zaia: «Ci sono 460 milioni di costi in più del preventivo della Pedemontana, costi giustificati da 68 chilometri di viabilità in più che in principio non c’erano. Non ci prendiamo il rischio d’impresa del privato, ce l’avevamo e ce lo teniamo. Nel 2002 viene fatto questo progetto su un traffico calcolato di 33mila veicoli al giorno e si garantiva al concessionario questi veicoli per 39 anni di concessioni. Una cifra garantita di incassi di circa 18miliardi. Il contratto prevede l’obbligo del riequilibrio se non vengono garantiti i pedaggi. Il problema è che il concessionario non è riuscito dopo quattro anni a farsi finanziare il progetto dalle banche ma queste lo rifiutano perché il traffico non è più lo stesso. Il privato non trova più i soldi, quindi servono 6,7 miliardi».

 

Il governatore poi replica a Tosi che ha sostiene che quello di Zaia è un alibi per coprire i buchi della sanità. E spiega: «Qui ci sono un sacco di inesattezze, primo: è impossibile tappare i buchi della sanità perché sono bilanci separati. Secondo: faccia la manovra metà 2017 e metà 2018, in base alla legge di stabilità non si può fare. Ci tocca applicarla e pagata dal 2019».

«Grezzanella? Io avevo 200 milioni per la viabilità regionale che Renzi ha tagliato», dice Zaia a chi chiede conto della strada veronese. «Mi spiace si faccia passare l’idea che Verona non è nei pensieri della Regione, ma potrei passare la serata a farvi l’elenco degli investimenti regionali per il veronese. Forse si dimentica che Verona ha l’assessore alla Sanità dal 2005 e gestisce il 75 per cento del bilancio regionale e ora De Berti che è assessore infrastrutture, per scelta mia che non ho accettato la spartizione classica».

Ancetti: «Perché non avete risolto il contratto?»

Zaia: «Io ho fatto la mia proposta, il Consiglio deciderà.  Interrompere il cantiere è una soluzione, ma gli esperti ci dicono che i danni sarebbero maggiori»

 

Cattaneo: «Zaia candidato? E cosa cambierà se passerà il referendum sull’autonomia?»

Zaia: «Zaia candidato? Finiamola con questa manfrina, non ho queste velleità anzi, questa sciocchezza sta creando difficoltà per noi Veneti. Il referendum lo faremo e se passerà noi avremo l’automonia come Trento. Noi vogliamo i 19 miliardi di residuo fiscale che restano in Veneto, vuol dire che una cosetta come la Pedemontana ce la paghiamo in un attimo. Non sono interessato alla partita politica del premier, sono interessato all’autonomia».

 

E sui posti letto nelle case di riposo dice: «Si sbloccherà la situazione, per gradi ovviamente. La sanità veneta è molto complessa, l’abbiamo deciso noi di mettere i posti letto e non possono adesso fare le raccolte firme  per dirci di metterli. Ci siamo trovati con un blocco di richieste che se le avessimo ricevute in toto avremo avuto qualche scompenso».

 

Pfass? «L’inquinamento risale agli anni Sessanta, noi veniamo a scoprirlo nel 2013 e non c’era un limite fissato che è arrivato dal Governo solo nel 2015. Abbiamo presentato circa 75 tra memorie e denunce, ci siamo costituiti parte offesa e abbiamo voluto con forza una campagna di carotaggi sul terreno della Miteni per capire cosa c’è sotto questa azienda. Infine abbiamo presentato una delibera per dare incarico a un esperto di costituire una denuncia per disastro ambientale», dice Zaia che aggiunge: «Abbiamo investito 100milioni per portare acqua sicura».

 

La manifestazione di Salvini del 25 aprile? Zaia sarà a Verona? «Se si farà ci sarò. Una provocazione? Queste iniziative partono senza idee provocatorie, se poi la Lega dà fastidio, ne prendiamo atto». Sicurezza? «Devo dire che qui in Italia chi delinque rischia pochissimo. Penso che ci vorrebbe poco, questi sono lì in parlamento che stanno aspettando la pensione, si trovino e facciano una legge a costo zero con quattro punti: 1) reintroduciamo la legittima difesa; 2) inaspriamo le pene; 3)certezza della pena; 4) ridiamo dignità alle forze dell’ordine, che possano girare  con il manganello e il codice penale». Poi parla di testamento biologico e si dice favorevole.

 

Zaia conclude dando una notizia sull’ospedale di Villafranca:  «A giugno apriremo il Magalini, non sarà completo, ma lo sarà entro ottobre, massimo fine anno, sarà tutto pronto»

 

Ultimi commenti sulla situazione politica: «Stiamo governando insieme al centrodestra dal 2010 a prescindere dai numeri, rapporto solidale di rispetto del programma e spero che continueremo in questo senso». E sul candidato veronese: «I veronesi decideranno per i veronesi. Non ho mai sentito di una mediazione, fino a prova contraria il nome per quanto ci riguarda è Tosato». E conclude: «La campagna delle comunali è molto particolare, vincerà il sindaco che maggiormente interpreterà l’esigenza del cittadino indipendentemente dal partito di provenienza».