Vino, Veneto e Verona trainano l’export

Vino, Veneto e Verona trainano l’export

Nel 2015 il Veneto si è confermato come la prima regione italiana esportatrice di vini e bevande alcoliche, con oltre due miliardi di euro di valore dell’export; Verona è in posizione trainante. Seguono il Piemonte con 1,4 miliardi, la Lombardia con un miliardo di export e la Toscana con 930 milioni, entrambe in crescita. Sono i risultati di una ricerca presentata ieri a Milano da Federvini e Fondazione Edison, condotta dalla fondazione stessa.

Dei 7,3 miliardi di euro esportati dall’industria italiana dei vini e delle bevande alcoliche, un vero e proprio «boom», circa 2,3 miliardi derivano da sole tre province esportatrici: Verona, che vanta un valore dell’export pari a 880,8 milioni, Cuneo (817 milioni) e Treviso (579 milioni). A queste si aggiungono altre 7 province che insieme raggiungono un export di 2,2 miliardi. Da queste dieci province deriva il 60% dell’intero export nazionale di vini e bevande alcoliche.

L’industria dei vini e delle bevande per alcune province rappresenta il principale settore per valori di export: è il caso di Trento, Siena e Asti; o il secondo settore come per Verona, Cuneo e Venezia.

«Il valore delle esportazioni italiane è un indicatore della qualità dei nostri prodotti, e il settore ha imparato a fare squadra nella promozione del vino all’estero», ha dichiarato il presidente di Federvini Sandro Boscaini. «L’intera filiera non può però rimanere ferma. Ci chiediamo se l’attuale sistema delle Doc e delle Igt ci aiuti a progredire o se sia troppo farraginoso o non sufficientemente aggiornato rispetto alla velocità del mercato. Le istituzioni dovrebbero ripensare a politiche di tutela e valorizzazione territoriali. Dovremmo chiedere una razionalizzazione del sistema attuale».

Il presidente di Federvini si riferisce al fatto che tra denominazioni, varietà e menzioni, nell’«enoteca Italia» si arriva a contare 31.500 nomi diversi.

«Pochi settori come quello del vino, degli spumanti, dei liquori, degli amari e degli aceti contribuiscono in modo così rilevante alla bilancia commerciale italiana», ha dichiarato Marco Fortis, direttore della Fondazione Edison e docente all’Università Cattolica di Milano.

«Il contributo, in termini di surplus con l’estero, vale oltre 5 miliardi di euro. La filiera del vino è una bandiera del Made in Italy che sta dimostrando di saper fare passi in avanti in termini di qualità e innovazione». Le previsioni per la vendemmia di quest’anno sono ottime, conclude Sandro Boscaini, «e le aspettative sul mercato sono buone ed in crescita rispetto al 2014. Ma l’attenzione all’aspetto economico va coniugata a una sensibilità culturale da sviluppare». L.Z.