Vicenza, commercianti: «turismo mordi e fuggi»

Vicenza, commercianti: «turismo mordi e fuggi»

L’estate 2016 non porta particolari novità al movimento turistico di Vicenza città e delle località di montagna più note del Vicentino. E’ quanto risulta da un’indagine di Confcommercio Vicenza. Stando al movimento registrato dai principali albergatori della città, Vicenza conferma un turismo “mordi e fuggi”. Gli arrivi, soprattutto di visitatori stranieri, non mancano, ma il soggiorno in città è generalmente di una notte e ripartire per altre mete come Venezia, il Garda e Verona o la montagna. «In sostanza – commenta Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio di Vicenza – senza eventi di richiamo, come lo sono state ad esempio negli scorsi anni le mostre in Basilica targate “Goldin”, Vicenza rimane meta turistica interessante, ma alla quale si dedica giusto il tempo per ammirare le principali opere palladiane. Il “sogno”, invece, è vedere finalmente superata la logica delle esigenze e delle strategie frammentate, attraverso la realizzazione di precisi programmi di sviluppo che diano un ruolo primario e strutturale al turismo. E’ evidente, infatti, che “Palladio” non basta per parlare di turismo in città. Servono programmi che accompagnino la crescita del comparto e diano valore a uno dei pochi segmenti della nostra economia in grado, in questa fase, di creare occupazione e sviluppo».

Una conclusione quella del Direttore di Confcommercio Vicenza, che vale anche per le località di montagna vicentine: molto movimento in termini di arrivi, soprattutto nelle giornate di bel tempo, ma turismo sempre più “mordi e fuggi”. Secondo gli operatori, l’andamento delle presenze nelle località di montagna vicentine quest’estate resta più o meno invariato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre sembra inarrestabile la tendenza degli ospiti a ricercare una vacanza sempre più “esperienziale”. Al turista, soprattutto di target più giovane, non basta più godere delle bellezze paesaggistiche e del ristoro climatico della montagna, ma esige “vivere” il territorio, conoscerne le caratteristiche, essere protagonista di escursioni, apprezzare l’enogastronomica del luogo. Quest’anno Asiago e le zone del Pasubio hanno positivamente avvertito il richiamo turistico legato al centenario della Grande Guerra. Diversa la situazione per Recoaro che paga il conto dell’apertura in ritardo della stagione delle terme, con un calo delle presenze per i soggiorni di una o più settimane. Invece, in crescita a buoni ritmi il turismo “escursionistico”.

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