«Verrò a Jesolo ogni settimana» /Vid

«Verrò a Jesolo ogni settimana» /Vid

di Roberto Perini e Alda Vanzan

CHIOGGIA – Il messaggio era stato fatto circolare in giornata all’interno del Movimento: nessuno dei cinque consiglieri regionali veneti del M5s deve salire sul palco a Chioggia, Alessandro Di Battista vuole che tutti stiano giù. Compresa la padrona di casa, la chioggiotta Erika Baldin. Ma così non è stato: quando Di Battista, in jeans e casco sotto il braccio, ieri sera è arrivato a Sottomarina per il suo tour in moto “Io dico no” contro la riforma costituzionale di Renzi, ad attenderlo, oltre a duemila persone, sul palchetto accanto al vicesindaco Marco Veronese c’era la consigliera Baldin.
«C’è il sindaco di Jesolo?», ha chiesto, sornione e provocatorio, Di Battista, riferendosi al fatto di essere stato pochi giorni fa “cacciato” dal primo cittadino jesolano Valerio Zoggia, per trovare poi riparo in terra chioggiotta fresca di conquista da parte del M5s. «Ma sarò molto presto a Jesolo – ha promesso il deputato all’inizio del comizio durato poco più di mezz’ora – Durante le prossime campagne elettorali sarò lì tutte le settimane, chiederò la cittadinanza per votare lì».
Un pezzo del M5s, però, avrebbe gradito che sul palco ci fosse il solo Di Battista, visto che ancora non si è sopito il fermento dovuto al fatto che due consiglieri regionali su cinque – il capogruppo Simone Scarabel e la sua vice Baldin – hanno chiesto l’assegno di fine mandato, salvo poi annunciare che restituiranno i soldi alla Regione. Ieri, ad esempio, la veneziana e consigliere comunale a Mira, Luisa Mazzariol, ha scritto una lettera aperta a Di Battista in cui si è autodefinita “attivista tanto incazzata”: «Caro Alessandro, cosa diresti se venissi a sapere che due dei 5 consiglieri regionali M5s hanno segretamente optato per avere l’assegno di fine mandato, pur avendo affermato in campagna elettorale che il Movimento era fortemente contrario? Mi aspetto da te un segnale forte e chiaro, coerente con quanto affermiamo sulla possibilità di fare una politica diversa e che in tanti sul territorio non ci siamo inutilmente illusi».
Ma nel M5s tiene banco anche un’altra vicenda, quella di un’associazione messa in piedi da Scarabel, Baldin e Brusco, con sede legale a casa di Jacopo Berti, che – per nome (“Associazione Movimento 5Stelle Veneto”) e finalità (“punto di aggregazione dove i cittadini possano ritrovarsi per discutere ed organizzarsi al fine di affrontare i temi e le problematiche del territorio in cui vivono”) – sembra una creatura parallela al M5s. Ebbene, quell’associazione è già destinata a morire. Ne dà conferma Berti: «Abbiamo deciso all’unanimità di fare una nuova associazione a cui verrà intestato un conto corrente dove si metteranno le eccedenze delle indennità, con la pubblicazione una volta al mese dell’estratto conto all’insegna della massima trasparenza». La “vecchia” associazione ha così gestito solo la distribuzione dei 30 mila euro erogati, con venti assegni circolari, ad altrettante famiglie di Dolo colpite dal tornado e i cui danni sono stati certificati con perizia asseverata. I nomi dei 20 beneficiari, dice Berti, non saranno però resi noti nel nome della «privacy».

Il comizio di Chioggia

Mercoledì 17 Agosto 2016, 13:27