Veronese, da Pisa con furore: "Dov’erano gli imprenditori locali …

Veronese, da Pisa con furore: "Dov’erano gli imprenditori locali …

Cronaca


sabato, 20 agosto 2016, 00:28

di aldo grandi

Finora hanno parlato tutti gli altri e il punto di ristoro dei pellegrini, alla casermetta San Salvatore giustappunto di fronte alla Casa del Boia, sulle mura, è balzato agli onori della cronaca. Gli hanno sparato addosso un po’ da tutte le parti, ma lui, Antonio Veronese da Pisa, 66 anni, presidente Confesercenti a Pisa, lo sapeva che sarebbe successo all’indomani dell’aggiudicazione, con Ati formata da Etip, Sistema Museo, Space, Maria Pia Bertolucci e Turista srl, del bando che concedeva la possibilità di sfruttare sia il museo della Casa del Boia ristrutturata a spese della fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, sia il ristoro dei pellegrini, ossia il bar e anche qualcosa di più sorto all’interno della casermetta di San Salvatore. Gli hanno detto che non può stare aperto e che, addirittura, non poteva nemmeno aprire mentre lui, senza tante perifrasi, risponde che avrebbe potuto aprire già sette mesi or sono e che, entro il 5 settembre 2016, finalmente aprirà i battenti anche il museo che sarà guidato e gestito nientepopodimeno che da Maria Pia Bertolucci, ex candidato a sindaco del centrodestra di Capannori quando a Capannori, ancora regnavano gli avanotti del regime della prima repubblica. 

Così, dopo aver ricevuto in faccia alcune cartate di merda, nel senso letterale del termine, ecco che monsieur Veronesi, natali camaioresi e presente targato Pisa, uno abituato a stare in mezzo alla strada e alla mischia, ha deciso di uscire allo scoperto e di farlo con la Gazzetta di Lucca, in via esclusiva: “Ho già detto ad un suo collega che io non ci parlo e che sarà direttamente il mio avvocato a contattarlo. Ora sono qui per dire quello che fino ad oggi nessuno mi ha domandato e che io, al contrario, avrei voluto spiegare”.

Veronesi l’apertura della casermetta e del suo punto ristoro dei pellegrini ha suscitato reazioni negative da parte di associazioni di categoria e commercianti. Perché a suo avviso?

Loro dicono che sono abusivo, che non dovevo aprire perché l’apertura del punto di ristoro era collegato all’apertura del museo della Casa del Boia, che non posso andare avanti perché gli spazi che uso non sono soggetti a tassa sul suolo pubblico, perché i primi tre anni non pago l’affitto e che, quindi, sono e opero in una sorta di regime di concorrenza sleale. 

E’ vero?

Guardi, la domanda che mi faccio è un’altra ed è la seguente: dov’erano questi imprenditori quando è uscito il bando che è stato disertato per ben due volte e la terza volta è finita a trattativa negoziata perché non la voleva nessuno? Tutti questi regali del suolo pubblico, degli affitti gratuiti perché non li hanno colti gli imprenditori locali, perché è dovuto venire un pisano?

Forse il bando è stato tenuto nascosto?

Assolutamente no. Hanno partecipato diverse società e vista la complessità del bando regionale – era previsto un finanziamento di 878 mila euro sulla Casa del Boia – suppongo si siano fermate solo alla manifestazione di interesse. Da qui, dopo due proposte disertate, si è arrivati a quella che ho detto, ossia alla trattativa negoziata.

Concorderà che tre anni di affitto gratuito quando i locali del centro storico costano l’ira di dio è un bel vantaggio?

Se trovo un locale con avviamento, già formato, lo può essere. Questo, però, è un investimento di 220 mila euro in un progetto presentato totalmente da avviare e inserire nel mercato cittadino e turistico rivolto, naturalmente, ai pellegrini essendo una tappa della via Francigena. Inoltre e mi perdoni, dove lo mettiamo il coraggio di aprire una attività in un’area totalmente al di fuori dai flussi turistici tradizionali?

Cosa c’entra Confesercenti con questo progetto e con lei?

E’ un’operazione da imprenditori, non da associazioni. Io rappresento la presidenza di un’associazione pisana, Confesercenti, di cui sono il presidente e l’interesse o la scommessa che io ho in questa operazione è quello di contribuire a valorizzare questa parte della città come entry point della via Francigena della Lucca medievale. Questo insieme alla scelta dell’amministrazione comunale di recuperare la Casa del Boia e altre strutture.

Guarda caso, però, l’amministrazione comunale è di sinistra esattamente come Confesercenti…

Non c’entra la politica con la politica commerciale. Confesercenti difende gli interessi degli esercenti, poi ognuno è libero di appoggiare chi vuole. 

C’è chi dice che il suo sbarco in città sia, in realtà, il tentativo di strappare l’egemonia di categoria alla Confcommercio?

Con un’impresa? Non credo proprio. Io da sempre ho sostenuto la necessità che in questo Paese ci sia una sola associazione di commercio e turismo.

Quale?

Una che raccolga entrambe.

Quanta gente lavora nel ristori dei pellegrini?

Sette dipendenti con tentativo di arrivare a dieci. Io, in realtà, non cerco di strappare l’egemonia a Confcommercio. Cerco solo similmente di dare un contributo a valorizzare questa parte della città con i miei 40 anni dedicati al turismo e, quindi, attraverso l’importanza della via Francigena, la Porta Elisa e la Casermetta con la Casa del Boia. Voglio portare in questa parte della città flussi di turisti che siano un ossigeno per le attività commercialidi questa zona.

Tanto rumore per nulla, quindi, intorno alla sua casermetta?

Mi dispiace per le cose dette che non corrispondono alla realtà delle cose e al comportamento del sottoscritto sia come imprenditore, sia come presidente di Confesercenti Pisa e come membro della giunta camerale di Pisa. A sostegno della mia correttezza, in questi ultimi tempi e nonostante tutti i controlli, non ho avuto né una prescrizione né un’ammenda, ma la dichiarazione del sindaco di Lucca che la casermetta e quindi la mia gestione è totalmente in regola, nel rispetto della legge e del bando.

 


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