Verona sotto zero

Verona sotto zero

La sfuriata dell’Artico russo ha lasciato il segno come non accadeva in gennaio da più di un decennio. Ne avremo ancora per molto tempo. Dopo i gelidi refoli di «Buran», il vento glaciale di provenienza artico-siberiana piombato nel cuore del Mediterraneo, non aspettiamoci al momento alcun ritorno a condizioni meteo più tiepide, almeno per il momento.

Gennaio continuerà a tifare per l’inverno più vero perché le correnti dominanti continueranno a provenire da est, ovvero da quei Balcani tormentati da un’ondata di gelo e neve che in questo mese negli ultimi trent’anni ha non più di 4 o 5 precedenti.

Pur senza fenomeni e, anzi, in compagnia di un sole splendente, anche la Valpadana ha avuto la sua razione di freddo con minime scese fino a -9 gradi nelle campagne del veronese e fino a -6 in città, tanto che l’Adige si è presentato ghiacciato in più punti a nord di Ponte Catena. Minime di -15 gradi nelle conche lessiniche, non molto basse ma eccezionali perché la Lessinia non è coperta di neve.

Diversamente è andata sui fianchi orientali della Penisola; da Rimini al Salento, infatti, le correnti fredde si sono arricchite di vapore superando l’Adriatico, scaricato poi sotto forma di furiose fino alla rive del mare anche in Salento per effetto delle temperature molto basse. A Verona ciò non può accadere perché le correnti che provengono da Nordest e si presentano da noi molto secche.

Ieri la sfuriata siberiana si è in parte attenuata, ma gli strascichi rimarranno ancora per molti giorni. In più tra questa sera e domani saremo in parte interessati da un nucleo depressionario in quota, vale a dire da correnti perturbate di provenienza balcanica che produrranno un certo aumento delle nubi e un temporaneo rinforzo della bora, unita ad una nuova diminuzione delle temperature, specie quelle massime. Si tratterà di correnti molto fredde strappate a luoghi nei quali nei giorni scorsi sono state registrate temperature localmente inferiori ai -20 gradi in pianura. Non sarà però uno scenario favorevole al ritorno delle piogge né tantomeno alla neve, ancora un volta rimandate sine die.

Gennaio non è in realtà un mese piovoso: per la media totalizza in città precipitazioni per circa 50 millimetri. Meno ancora riesce a fare febbraio, con una media di 48 millimetri. Ciò accade perché il Mediterraneo in inverno diviene più freddo e meno carico di vapore, carburante essenziale per la formazione di perturbazioni significative. Per questo, in passato ci sono stati mesi di gennaio completamente asciutti o quasi. Dal 1945 a oggi, ben 15 volte gennaio ha evidenziato piogge inferiori ai 15 millimetri e un paio di volte è trascorso senza pioggia.

La settimana si aprirà intanto con una giornata simile a quella di ieri, con gelate intense al mattino ma con temperature diurne di 1-2 gradi in più rispetto a ieri.

Domani l’arrivo delle correnti balcaniche darà vita a maggiori annuvolamenti, con leggera ventilazione da est e temperature diurne attorno allo zero o poco più. Ancora freddo e gelate, pur con maggiori schiarite, mercoledì e giovedì. Più nubi ma senza fenomeni la giornata di venerdì.