Verona si conferma al top tra gli atenei italiani statali

Verona si conferma al top tra gli atenei italiani statali

Le migliori università italiane continuano a trovarsi al Nord, le peggiori nel Mezzogiorno. Così almeno dice il Sole 24 Ore nella nuova edizione dei suoi ranking universitari. Una classifica che tiene conto di dodici indicatori che misurano i risultati della didattica e della ricerca. Ai primi sei posti nella classifica delle universita statali ci sono Verona, che guida la classifica,  Trento, Bologna, il Politecnico di Milano che confermano la posizione dello scorso anno, la Bicocca che sale di una posizione ai danni dell’Università di Padova che pur restando nella «top ten» perde una posizione. In coda Catania, cinquantaquattresima, che però sale di due posizioni rispetto al 2015; Palermo (55^); la Seconda Università di Napoli (56); la Federico II (57); Bari (58); Cagliari (59); l’Università della Calabria (60); e la Parthenope di Napoli (61).

 

Da segnalare anche alcune eccezioni meridionali: Salerno consolida il suo status di «eccezione territoriale», e scala dieci posizioni, passando dalla 26esima posizione del 2015 alla sedicesima; crescono anche Foggia, che sale di cinque posizioni, Messina, Campobasso e Lecce, tutte con un guadagno di quattro posti rispetto all’anno scorso, e il Politecnico di Bari, che di scalini ne sale tre. Tra le università non statali, la Luiss «Guido Carli» di Roma al primo posto supera la Bocconi Milano (che perde dunque una posizione e scende al secondo posto). La classifica è chiusa dalla Kore di Enna.