Verona, profughi scrivono a Tosi: «umiliati e abbandonati»

Verona, profughi scrivono a Tosi: «umiliati e abbandonati»

Cibo spesso scaduto, carne di maiale servita in mancanza di rispetto della religione musulmana, alloggi con scarso riscaldamento, mancanza di prodotti per l’igiene e vestiti di ricambio, rifiuto di comprare i farmaci ordinati dei medici. Sono solo alcune delle lamentele che i richiedenti asilo ospitati all’ostello “Santa Chiara” di Verona hanno messo per iscritto inviato una lettera di protesta in Prefettura e al sindaco, Flavio Tosi, annunciando l’inizio di uno sciopero della fame ed il rifiuto di uscire dalla struttura che li accoglie.

Si tratta del gruppo di migranti che ieri hanno protestato per le condizioni in cui vengono ospitati, scendendo in strada e bloccando il traffico nel quartiere di Veronetta. La lettera, firmata da una sessantina di migranti, è stata protocollata ieri, ma solo oggi è stata resa pubblica. «Rispetto ai lavori socialmente utili, – scrivono i profughi, tutti di origini africane – il direttore dell’ostello, Fiorenzo Scarsini, dichiara che le persone coinvolte sono 25, in realtà sono 10».

Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, nei giorni scorsi aveva puntato il dito contro la gestione dell’accoglienza in quella struttura, in seguito ad una verifica della Polizia municipale. E i migranti hanno confermato «l’obbligo di dover restare fuori dall’ostello dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16, che implica che molti di noi, a volte, si ammalino, e debbano andare molte volte in ospedale». I profughi denunciano la totale assenza di attività di corsi formativi: «è umiliante stare su una panchina a non fare niente, non avere un posto dove andare in bagno e non poter rientrare in un luogo caldo».

E sull’educazione: «hanno fatto svariate riunioni in cui ci spiegavano come si mangia con le posate, come un nero deve, per rispetto, scendere dal marciapiede quando passa un bianco, come non bisogna sputare per strada, come non dobbiamo muoverci in più di due persone perché Verona è una città turistica e più di due neri che girano per strada possono avere problemi con la polizia. E ancora sul fatto che i veronesi sono razzisti e dobbiamo fare attenzione».

Atteggiamenti che i richiedenti asilo nella loro lettera attribuiscono al direttore dell’ostello che li ospita. «Di fronte a queste cose noi ci sentiamo umiliati e abbandonati, perché abbiamo già una nostra educazione e questi discorsi ci spaventano, facendoci diventare razzisti nei confronti dei veronesi». La direzione dall’ostello invece ha respinto fermamente ogni accusa, spiegando che l’accoglienza viene gestita nel pieno rispetto degli accordi previsti dal bando con la Prefettura.

PrintFriendly and PDFStampa e PDF