Verona in Love la «carica» dei 150mila Verona in Love

Verona in Love la «carica» dei 150mila Verona in Love

Molto più di un fugace invaghimento. Il colpo di fulmine delle coppie di fidanzati e coniugi per Verona, città dell’amore per antonomasia, assume ormai i contorni di una relazione stabile. Nell’arco del week-end «lungo» di San Valentino, da giovedì a ieri, secondo le stime divulgate dal Comune subito dopo la chiusura di Verona in Love, sono arrivate in città 150mila persone da tutta Italia e dall’estero. L’anno scorso erano state 120mila, il 25 per cento in meno.

Pur con la penalità del brutto tempo di ieri, insomma, la nona edizione della kermesse dedicata agli innamorati va in archivio con un buon segno «più». E ricadute benefiche per le attività del centro, in un periodo turisticamente smorto. Strade del centro brulicanti di folla, ristoranti riempiti dalle coppiette che hanno cenato a lume di candela, stanze d’albergo esaurite almeno tra sabato e domenica, e poi bouquet di fiori, dolci e piccoli regali acquistati nei negozi e nei mercatini.

«La crescita di pubblico conferma il valore della manifestazione, in grado di richiamare visitatori nonostante il tempo inclemente», commenta l’assessore al turismo Marco Ambrosini. «È d’obbligo un plauso agli organizzatori della cinquantina di appuntamenti, da Verona Turismo al Club di Giulietta. Partecipatissimi e molto apprezzati, in particolare, l’Aperintorre in cima alla Torre dei Lamberti e la nuova iniziativa “Romeo e Giulietta, il manoscritto di Verona”».

Il successo di Verona in Love è arrivato anche grazie al coinvolgimento degli esercenti. Oltre ai cuori luminosi installati sui lampioni, ai fari rossi puntati su Torre dei Lamberti e su altri monumenti, alla piscina sempre a forma di cuore messa al centro di Cortile Mercato Vecchio, ai romantici mercatini di dolciumi in piazza dei Signori e in Bra, infatti, si sono aggiunte le vetrine dei negozi addobbate a tema in modo molto fantasioso, i «menù di San Valentino» elaborati da ogni ristorante, ringalluzzendo la tradizione culinaria veronese con ingredienti afrodisiaci, e un profluvio di rose rosse in ogni dove.

San Valentino è un’ottima vetrina per i prodotti locali, il momento giusto per sbizzarrirsi con trovate originali che lascino il segno. Una di queste è stato l’inedito «cono di Giulietta», inventato dal caseificio La Casara di Roncà, che era presente con il suo stand in piazza dei Signori. È andato a ruba. Si tratta di un cartoccio d’asporto riempito con i cubetti di dieci formaggi veronesi da infilzare con un lungo stecchino.

Raffaele Bertolini della Casara spiegava: «La selezione comprende Monte Veronese fresco e invecchiato, caciotta al peperoncino, all’erba cipollina, e vari “ubriachi“. Prodotti dei nostri pascoli che soprattutto gli stranieri scoprono e apprezzano per la prima volta. Per noi il “cono” è un mezzo con cui farci conoscere a vasto raggio». E aggiunge: «Solo Verona in Love ci dà la possibilità di stare in piazza tre giorni senza costi proibitivi per lo stand. Il mercatino di Natale è già fuori dalla nostra portata».

Neanche a dirlo, mecca di questo pellegrinaggio di San Valentino è stata la Casa di Giulietta. Cortile stracolmo con la calca fino in via Cappello, foto di rito con la statua dell’eroina shakespeariana, buon afflusso anche al Museo e al celeberrimo balcone. Qualcuno resta infastidito dalla ressa eccessiva e poi va a lamentarsene su Tripadvisor. Ma, nonostante tutto, «questo resta il luogo simbolo dell’amore», come dicono gli sposini Andrea e Alessandra di Monza.