Verona-Imola Dalmonte padre vs Dalmonte figlio

Verona-Imola Dalmonte padre vs Dalmonte figlio

 

Il basket è la medicina. Il basket è il viaggio. Il basket è pura condivisione. È sabato, il basket, regalerà emozioni forti a Luca e Lorenzo Dalmonte. Padre e figlio contro. Per la prima volta.

La Tezenis affronta Imola. Coach Dalmonte trova sui figlio Lorenzo sulla panchina dell’Andrea Costa, nel ruolo di vice allenatore.

Una bella storia. Un intreccio che non può passare inosservato. E che fa parte del filone dei “figli d’arte”. Lorenzo, classe ’89, come il padre, vive di basket.

Da sempre anche. Visto che già a 15 anni ha iniziato la sua “carriera” da allenatore. Talento precoce, vocazione nata quasi subito.

 

Dalmonte contro Dalmonte. Lorenzo che effetto le fa?

La prima volta è sempre speciale. In famiglia la viviamo con grande emozione. Il sentimento è condiviso. Ma alla palla a due, sapete come va, ciascuno penserà alla propria squadra.

D’accordo, prima di arrivare alla palla a due, però, c’è una storia da raccontare

Amo la pallacanestro. Ma come giocatore ero proprio scarso. Mi piaceva la tattica. E a 15 anni, grazie a Imola, mi sono trovato ad allenare i ragazzini. Notti in bianco a guardare l’America, le finali dei college, l’Nba.

In più aveva un maestro in casa

La mia fortuna è proprio quella di potermi confrontare con lui. Parlare di pallacanestro con chi la vive tutti i giorni può esserti molto utile.

Chissà quante volte avrò sentito bisbigliare da qualcuno: guarda, quello lì è il figlio di Dalmonte…

Non è facile, è vero. E sarei bugiardo se dicessi che davanti a me non ho trovato ostacoli proprio perché ero figlio di un allenatore affermato. Ma fa niente. Mai esistito nessun vantaggio. Mi sono guadagnato tutto. E so che questa è l’unica strada da seguire.

Quindi, non avremo mai modo di vedere Luca e Lorenzo lavorare insieme in futuro?

No, la vedo molto difficile. E il pensiero è condiviso da entrambi. Ognuno per la propria strada. Avanti insieme, certo. Perché al giorno ci sentiamo tante volte. Ma mai sullo stesso percorso. Credo sia la cosa migliore da fare. Io devo e voglio essere l’unico protagonista del mio destino.

Luca, l’allenatore?

Apprezzo come sa dare identità alle sue squadre. Riesce a trasmettere molto bene i suoi pensieri alla squadra, sa creare condivisione.

L’ultima Tezenis vista a Trieste?

Ha lottato fino in fondo. Se l’è giocata in maniera tosta contro uno degli avversari più impegnativi da affrontare. Trieste in casa può mettere in difficoltà chiunque.

Per voi questa sarà settimana particolare?

Ci siamo sentiti al telefono al termine delle nostre partite promettendoci di non parlare di basket fino a sabato sera.

Torniamo alla palla a due: battere suo padre sarebbe una bella soddisfazione?

Non la penso così. A vincere è l’emozione di essere tutti e due lì. Poi ognuno per la propria strada. Penso al bene di Imola, all’importanza della partita, al valore di questo incontro.

Il suo futuro?

Non c’è futuro, solo presente. E il presente dice: battiamo Verona e pensiamo a salvarci il prima possibile.

La gioia condivisa con suo padre?

Il suo matrimonio (Lorenzo è nato da una precedente relazione di Dalmonte, conclusa tempo fa). Insieme a mio fratello abbiamo vissuto un giorno speciale per nostro padre. Anche lì c’è stata forte condivisione.

La prima volta che lo ha visto allenare?

Il ricordo è debole. Io piccolino, lui come assistente alla Fortitudo.

Cosa vorrebbe dire a suo padre?

Lo stresso da tempo: vorrei poter andare insieme a lui alla Summer League. Ma non mi ha mai voluto portare. Per lui è sempre stato lavoro. Pensiero, peraltro, condivisibile. Forse in futuro riuscirò a convincerlo di andarci insieme.

Il vostro rapporto?

Ottimo sotto tutti i punti di vista.

Una cosa inconciliabile?

Lui tifa Inter, io Milan.