Verona come laboratorio politico

Verona come laboratorio politico

E’ più di un anno che Tosi si è esposto a sostegno di Renzi e del sì al referendum. Lo ha fatto in un momento per lui difficile, dopo la rottura con la Lega, il partito in cui è nato e cresciuto, e dopo la sconfitta alle regionali, mentre Renzi, al contrario, era sulla cresta dell’onda.
Oggi però le cose sono cambiate. Per Tosi s’avvicina la fine-mandato e Renzi è in difficoltà per le mancate promesse ed i sondaggi che prevedono tutti la vittoria del NO.
Ecco allora che corrono entrambi ai ripari. Renzi, che aveva assicurato che in caso di vittoria del NO sarebbe andato a casa e si sarebbe ritirato dalla politica, adesso ci ripensa e dice che rimarrà comunque al governo. Tosi, dicendo che con le prossime elezioni comunali il referendum e la politica non c’entrano niente.
Affermazione sorprendente che colpisce più delle balle di Renzi, cui siamo abituati. Se c’è stato un sindaco che più di qualsiasi altro ha politicizzato il suo ruolo cercando di trasformarsi da primo cittadino di Verona in leader nazionale questo è Tosi. Nel 2014, quando aveva il vento in poppa ed era sempre in tv, puntando al ruolo di leader del centrodestra; nel 2015 candidandosi alla presidenza del Veneto; nel 2016 sparando la candidatura a sindaco di Roma, rivelatrice di un interesse proiettato ben oltre le mura della città e infine mettendo in piedi un piccolo partito politico impegnato a sostenere Renzi e prendendo decisamente posizione per il sì al referendum sulla riforma costituzionale.
Come fa allora a dire che il sindaco di Verona con il referendum e la politica non c’entrano niente? E’ evidente che anche Tosi, che è un uomo intelligente, ha ormai capito che la partita referendaria per lui e per il suo amico Renzi è persa e cerca di correre ai ripari cercando di separarla dalle elezioni comunali del 2017.
Ma questo non è possibile. Verona, con tutto il rispetto, non è Bovolone. E’ la dodicesima città d’Italia per numero d’abitanti ed anche di più per importanza. E’ sempre stata un laboratorio politico che ha anticipato situazioni che poi si sono verificate sul livello nazionale e sarà il più grande comune del nord che andrà a elezioni a primavera.
Il voto veronese dovrà essere logicamente calibrato sulla scelta dei programmi e degli uomini, ma sarà al tempo stesso un voto politico. Anche se questo darà un dispiacere a Tosi e al suo amico Renzi.


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