Veneto, turismo record: “Sono tornati gli italiani”

Veneto, turismo record: “Sono tornati gli italiani”

Email this to someoneTweet about this on Twitter0Share on Facebook1Pin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0

Anno record il 2016 per il turismo in Veneto. In crescita sia gli arrivi stranieri (11.525.916 unità con un +2,8%) che quelli italiani (6.330.651, con +4,7%) che portano il totale a 17.856.567 (+3,5%), a cui si aggiungono i dati ugualmente positivi delle presenze: 65.392.328 (+3,4%) quelle totale, con 43.961.624 di stranieri (+4,1%) e 21.430.704 di italiani (+1,8%).

«Siamo di fronte a un anno dei record, grazie agli stranieri, ma anche al ritorno, nonostante le difficoltà, degli italiani. È un successo costruito nel tempo dalla Regione, che è ben conscia di essere di fronte alla prima industria del Veneto», ha commentato l’assessore regionale al turismo Federico Caner.

«Gli italiani stanno cambiando il modo di fare vacanza», ha però rilevato l’assessore. Perchè se la regione rappresenta il 20,4% del turismo in Italia, è pur vero che il record di presenze a Padova, Treviso e Verona (prima col +9,1%, legata al boom del lago di Garda, con il turismo lacuale che ha registrato un totale di 12,5 milioni di presenze) si accompagna a un mare in difficoltà (-5%, anche se resta il comparto più importante) e della montagna (-0,5%) per le presenze di italiani. piuttosto, i nostri connazionali hanno preferito scegliere le città d’arte (+10,9% e annata record con 20,9 milioni di presenze) e il turismo termale (+7,5%).

Sul fonte dei mercati di provenienza, la Germania resta al primo posto, con 15,3 milioni di presenze (secondo l’Austria, che precede Regno Unito, Svizzera e Liechtenstein e Polonia). In calo la Cina, undicesima, che fa segnare un -22,5%, legato però al picco del 2015 per l’Expo (il 2016 è in linea con la crescita del 2014), mentre la Russia dà i primi segnali di ripresa (+1,7%).

Continua infine la ricerca di strutture di qualità. Gli alberghi a 4 stelle hanno infatti raggiunto per presenze quelli a 3 stelle, che restano numericamente lo zoccolo duro dell’offerta alberghiera veneta.