Turistiche ma con vocazioni diverse: Jesolo stringe un patto di …

Turistiche ma con vocazioni diverse: Jesolo stringe un patto di …

Jesolo e Verona, città turistiche con vocazioni diverse ma che possono lavorare assieme per lo stesso obiettivo: portare nuove presenze straniere soprattutto dal nord Europa e dai paesi di lingua tedesca a visitare le due località venete creando una sinergia da mettere in atto fin dalla prossima stagione estiva. Per stringere quello che si presenta come una sorta di patto di collaborazione che va oltre il campanile, si sono incontrati giovedì a Jesolo il sindaco Valerio Zoggia e il primo cittadino della città scaligera Flavio Tosi.
 
“Ho pensato di allargare le offerte che già proponiamo ai nostri milioni di turisti che ogni anno affollano la nostra località non solo nella stagione estiva e di proporre al sindaco Tosi, che oltre ad essere un collega è anche un amico, una sorta di collaborazione che potrebbe trasformarsi in uno ‘scambio’: noi ci impegniamo a proporre nei nostri pacchetti turistici le visite alle bellezze artistiche e culturali di Verona, loro fanno altrettanto con la nostra località. Jesolo, come è noto, conta ogni anno circa sei milioni di presenze turistiche: un terzo di queste provengono da Germania e Austria, un terzo sono italiani e poi l’ultimo terzo da altri Paesi soprattutto dell’est Europa. I nostri uffici turistici inizieranno, dunque, un dialogo per capire le formule e le modalità di proposta e qualcosa si potrebbe apprezzare fin dalla prossima stagione estiva”.

“I dati turistici del Veneto sono ben noti. La nostra è la prima regione italiana come presenze turistiche, Venezia la prima provincia italiana, Verona la terza – ha aggiunto il sindaco Tosi – Abbiamo appurato che è cresciuto il tempo di permanenza nel nostro territorio da parte dei visitatori e visto che le distanze tra Jesolo e Verona sono minime abbiamo pensato di ragione su una promozione integrata delle due località. Una volta anche tra città con vocazione turistica ci si faceva concorrenza. Ora credo che ci si può vendere assieme perché è accertato che funziona. Penso ad esempio ad agevolazioni per le visite museali o per l’accesso alla visione delle opere in Arena. Ora i nostri uffici dialogheranno e troveremo le formule adatte”.