Tragedia sul bus I giovani superstiti: «Era un inferno»

Tragedia sul bus I giovani superstiti: «Era un inferno»

Sono entrambi morti nell’incidente del pullman sulla A4 i due figli, Laura e Balazs, del professore di educazione fisica Gyorgy Vigh che dopo essersi messo in salvo era rientrato nel mezzo più volte per tirare fuori ad una ad una altre persone. «Non è riuscito a salvare il figlio e la figlia» dice il console generale d’Ungheria a Milano, Judith Timaffy. A bordo del pullman c’era anche la moglie del docente «che ha visto – sottolinea il console – morire la figlia. Il ragazzo non l’hanno proprio visto ma purtroppo è tra i deceduti».

 

OGGI IL RIENTRO DEI SUPERSTITI

Rientreranno in Ungheria oggi, con i genitori o con i mezzi della Croce Rossa ungherese, i ragazzi sopravvissuti. «I ragazzi – dice la console generale d’Ungheria, Judith Timaffy – sono stati sentiti dalla polizia stradale e il magistrato ha dato il permesso per il ritorno in patria». Probabile in ritorno in Ungheria anche di due dei sei feriti ricoverati negli ospedali veronesi.

 

I RICOVERATI

Sono sei le persone ancora ricoverate a Verona, tutte adulti, due dei quali non ancora identificati. A Borgo Trento sono cinque i ricoverati: due coniugi al centro ustioni, un uomo con una frattura al polso e due persone non identificate, una con gravi ustioni e l’altra con trauma cranico. A Borgo Roma, invece, è ricoverato un uomo, pare un docente, con trauma cranico.

 

INDAGINI

Anche la polizia ungherese ha aperto un’indagine sulle cause dell’incidente. Sul posto sono arrivati questa mattina tre esperti della polizia ungherese che indagano in modo parallelo agli inquirenti italiani. Le indagini ungheresi, secondo quanto precisato dalla polizia di Budapest, si stanno concentrando sulla verifica delle condizioni tecniche del bus al momento della partenza dall’Ungheria, dato che tra le possibili cause dell’incidente è stato inserito il guasto meccanico.

 

INFERNO E FIAMME

Inferno di fiamme, terrore e angoscia. Ecco cosa c’era negli occhi degli studenti superstiti del pullman in fiamme sulla A4 all’altezza di Verona Est. Erano ai pronto soccorso di Borgo Roma e Borgo Trento ma anche all’hotel Ibis vicino a Verona sud. Lacrime, silenzio e con la testa sulle spalle dei genitori.

 

Il papà di uno di loro: «Ci ha chiamato nostro figlio dal cellulare di un amico perché il suo era rimasto sul bus, ci ha detto “qui è un inferno” venite a prendermi, ci siamo messi in macchina e siamo qui dopo aver guidato tutta la notte, nostro figlio è sotto choc, sono distrutto, siamo tutti una famiglia». Altri ragazzi sono all’Hotel Ibis: «Siamo qui, ma appena ci siamo calmati ripartiamo». «Io», dice un ragazzo, «mi sono salvato perché il mio amico è stato pronto a rompere il vetro con il martelletto, siamo usciti ed è scoppiato l’inferno». Piange.