Tornado, mai arrivati i soldi dei Cinque stelle – Corriere del Veneto

Tornado, mai arrivati i soldi dei Cinque stelle – Corriere del Veneto

IL CASO

Tornado, mai arrivati i soldi dei Cinque stelle

Berti: Problemi burocratici

VENEZIA Lo chiamarono Restitution day e si presentarono a Palazzo Ferro Fini con un mega assegno del valore di 52.266 euro. Soldi presi dai loro stipendi, spiegarono i consiglieri del Movimento Cinque Stelle, mese dopo mese, e destinati alle famiglie colpite dal tornado in Riviera del Brenta. Il governo ha abbandonato quelle persone ed anche i fondi raccolti dalla Regione ci risulta non siano mai arrivati a destinazione – spieg il capogruppo Jacopo Berti –. Senza attendere leggi, regolamenti e decreti vari abbiamo quindi deciso di muoverci da soli, dando questi soldi a chi ne ha davvero bisogno. Peccato che a tre mesi da quell’annuncio (era il 22 dicembre), in Riviera non abbiano visto un solo euro. I denari stanno ancora tutti nel conto corrente dei Cinque Stelle.

, questo, uno dei motivi (pi seri) del contendere tra la consigliera polesana Patrizia Bartelle e i suoi colleghi (oltre a Berti, Simone Scarabel, Erika Baldin e Manuel Brusco), con la prima tacciata di eccessivo protagonismo, di volersi sempre distinguere anche con voti in controtendenza rispetto al gruppo, di non giocare di squadra (non piaciuta, ad esempio, la scelta di dotarsi di collaboratori autonomi, esterni al Palazzo) e i secondi, in particolare l’asse Berti-Scarabel, sospettati di voler imporre il pensiero unico, di oscurantismo a danno dei colleghi, di scarsa trasparenza nella gestione del gruppo. Adesso pare si sia arrivati alla resa dei conti, con Berti co. pronti a segnalare il caso Bartelle allo Staff, a Casaleggio e a Luigi Di Maio, delegato del Direttorio ai rapporti con i gruppi regionali, e la squadra di Bartelle pronta a fare altrettanto perch bene che questo pasticcio dei soldi alla Riviera, raccolti e mai dati, venga chiarito in fretta. La base, a loro dire, non ribollirebbe solo in Polesine, ma anche nel Padovano, terra di Berti, e nel Veronese, terra di Brusco. Il capogruppo non smentisce ma precisa: I soldi sono stati raccolti, sono bloccati e verranno destinati alla Riviera non appena si saranno risolti alcuni guai burocratici (gli stessi, ironia della sorte, che imputava a Stato e Regione, ndr.). Siamo in attesa delle perizie asseverate cos da evitare che vadano a chi non li merita.

Berti nega invece categoricamente che i fondi siano depositati in un conto personale intestato a Scarabel, il tesoriere del gruppo, elemento che pure ha fatto alzare il sopracciglio a pi di qualcuno: Ogni consigliere ha il suo conto e l ha congelato la quota destinata alla restituzione. Altro motivo di frizione, la figura del trentenne Marco Venturini, romano, formatore ed esperto di comunicazione politica, che dopo un’esperienza col gruppo pentastellato della Calabria approdato in Veneto, all’insaputa di tutti, come consulente di Berti durante la campagna elettorale e ora, muovendosi dietro le quinte, sarebbe diventato una sorta di commissario politico del M5s di qui, l’ufficiale di collegamento col Direttorio a Roma e con Casaleggio a Milano. Sarebbe lui a dettare la linea ai consiglieri, specie sui temi su cui il Movimento non ne ha ancora ben definita una (come nel caso recente della legge sui Rom e i Sinti) e sempre lui deciderebbe chi va in tiv, chi sui giornali e a dire cosa. Che amarezza – scuote la testa Berti – dispiace che certe polemiche vengano dall’interno. I coordinatori della comunicazione del Movimento sono Rocco Casalino e Ilaria Loquenzi. Marco fa parte dello staff, come altri. Non detta affatto la linea politica e non ha messo bocca nella scrittura del nostro programma.