Testamento biologico, salta il voto in Comune: "Ha trionfato l …

Testamento biologico, salta il voto in Comune: "Ha trionfato l …

Giovedì sera andava votata la mia mozione sul testamento biologico, sottoscritta insieme ai consiglieri Forte, Davoli e Bovo. Era stata calendarizzata proprio il 9 febbraio, ad 8 anni esatti dalla morte di Eluana Englaro.
Il consiglio comunale di Verona era stato chiamato a dare un segnale a favore, o contro, la libertà di scegliere se accettare prassi insostenibili come l’accanimento terapeutico.

È il promotore dell’iniziativa, il consigliere comunale Giorgio Pasetto, a parlare di quanto accaduto giovedì sera in Consiglio comunale. 

Ringrazio tutti i consiglieri di maggioranza che sono rimasti in aula, ringrazio il Sindaco, ringrazio i consiglieri di minoranza di PD e 5 stelle. Non posso invece ringraziare quei “nani” della politica, anzi dell’antipolitica, che sono scappati per la paura di dover esprimere un loro pensiero e, di conseguenza, rischiare di perdere qualche voto clientelare.

Pasetto, che nei giorni scorsi aveva promosso l’incontro affermando che oggi “più del 70% della popolazione è favorevole al testamento biologico“, affonda il colpo nei confronti dei suoi colleghi che si sarebbero rifiutati di prendere posizione sulla vicenda. 

Sono usciti dall’aula mentre presentavo la mia mozione tutta la Lega Nord, i consiglieri del gruppo Verona Domani, che come ho spesso suggerito loro dovrebbero chiamarsi Verona Ieri, e l’area cattolica della nostra maggioranza (Spangaro, Nicoli, Battistoni, Pavesi, Castelletti e Brunelli) che, da buoni democristiani, difficilmente lasciano trapelare da che parte stanno.

Avrei preferito perdere con tutti i voti, e con tutta la dignità ed il rispetto per le posizioni individuali, e invece c’è stata una chiarissima mancanza di rispetto nei confronti di chi ha sottoscritto la mia mozione, ma soprattutto nei confronti di tutti i cittadini di Verona che aspettavano un segnale di apertura liberale.
Nonostante la delusione, cercheremo di riportare la mozione in consiglio, sperando che la prossima volta chi è stato insignito di un ruolo di rappresentanza abbia almeno la dignità di prendere una posizione.