Testamento biologico Pasetto: «Vincono i puffi della politica»

Testamento biologico Pasetto: «Vincono i puffi della politica»

«Vita e morte, cosa ne pensano i veronesi?». La scelta di Dj Fabo di chiedere il suicidio assistito in Svizzera è lo spunto iniziale della puntata  di «Diretta Verona», la trasmissione di Telearena condotta da Mario Puliero. Oltre all’eutanasia (qui il video sondaggio tra i veronesi), il dibattito si allarga anche alla maternità surrogata, ai medici obiettori di coscienza per quanto riguarda l’aborto, all’ordine del giorno del Consiglio comunale di oggi c’era la mozione del consigliere Giorgio Pasetto sull’istituzione di un Registro dei testamenti biologici, ma ancora una volta il Consiglio si è chiuso per mancanza di numero legale senza affrontare  l’argomento.

In studio, oltre allo stesso Pasetto, la giornalista e scrittrice veronese Serena Marchi, autrice di «Mio tuo suo loro» sul tema dell’utero in affitto; monsignor Carlo Vinco, parroco del Tempio Votivo e fondatore dell’associazione Il Cireneo; Elena Traverso, presidente della Commissione Pari opportunità della Regione Veneto; Alberto Zelger, consigliere del Gruppo Misto (ex Lista Tosi) rappresentante del fronte del «no» al testamento biologico. Interviene anche il direttore de L’Arena, Maurizio Cattaneo e Claudio Corradi dell’associazione «Giuristi per la vita».

 

Il dibattito

Zelger: «Se la politica è al servizio dell’uomo, deve fare un ragionamento più profondo di un semplice sondaggio. Da alcune statistiche solo una minima parte dei malati terminali desidera il suicidio se ben assistiti».

Pasetto invece sostiene: «Qui si tratta di rispettare le volontà di una persona. E non è vero che il testamento biologico vale come il due di coppe. Votiamo tante cavolate in Consiglio, questa non l’ha voluta votare il Consiglio di Verona: i puffi della politica hanno vinto anche stavolta».

Traverso: «Purtroppo in Italia, i temi etici vengono dibattuti così a lungo che le leggi che ne vengono fuori sono quasi sempre degli ibridi che non accontentano nessuno».

Monsignor Vinco: «Spesso si tira in ballo la chiesa su questi temi, chiaro che la Chiesa dice che la vita va salvaguardata in tutti i termini. Ma il ragionamento lo stiamo facendo su questioni estremamente pratiche, oggi la scienza ci permette delle cose ma non è detto che siano anche giuste». E precisa: «Non è detto che certe condizioni di vita che la scienza oggi permette siano realmente dignitose per la vita».

Cattaneo: «Don Vinco ha chiarito che è un po’ artificiale tenere in vita le persone. Siamo di fronte a un falso dibattito fatto da persone che troppo spesso pensano alle urne piuttosto che alle reali necessità delle persone. Di questi fatti ne parliamo sempre quando ci sono tragedie, serve una legge coerente».

Zelger: «L’argomento è delicato e il consiglio comunale non è il luogo adatto per affrontarlo. Il Parlamento è il luogo più appropriato perché lì si può fare una scelta più approfondita. Al momento però in parlamento c’è una maggioranza risicata. I radicali usano strumentalmente i casi come quelli di dj Fabo». Pasetto: «Non accetto questa affermazione. Cappato rischia il carcere per aiutare le persone come Dj Fabo, per fortuna che ci sono persone come lui altrimenti in questo paese saremmo ancora al Medioevo».

Interviene Traverso: «Il Consiglio comunale è proprio la sede più adatta per parlarne e il fatto che i consiglieri si rifiutino di parlarne è un brutto esempio di politica».

Monsignor Vinco: «Il Consiglio era chiamato a parlare di un registro di testamento biologico, non di eutanasia. Questo quindi è ancora più grave. Anch’io vorrei poter lasciare le mie volontà. Spero proprio che la morte di una persona non sia stata strumentalizzata. I veri martiri sono persone che stanno soffrendo senza determinati aiuti». E prosegue parlando della sua esperienza al Cireneo: «Ai tempi in cui l’Aids era una malattia mortale, nella casa nessuno si sognava di fare accanimento terapeutico su malati terminali. Alcuni hanno scelto il suicidio, tutti gli altri sono stati accompagnati in modo dignitoso alla morte». E aggiunge: «Ogni religione dice no all’omicidio. Qui si tratta di capire il limite e il limite è la dignità umana». 

Pasetto: «Secondo me, con il testamento biologico si sgrava anche il medico da questa responsabilità»

 

Serena Marchi parlando del suo ultimo libro sulle donne che partoriscono  donne per altri (Mio tuo suo loro) sostiene:  «Eutanasia e maternità surrogata sono due temi collegati ed è la libertà di scelta personale».

Elena Traverso: «Pur cavalcando la modernità, io mi domando se è modernità. Il mondo è pieno di bambini che non hanno famiglia e non mi sento di condividere la scelta di voler avere figli a tutti i costi».

Claudio Corradi: «La maternità per altri è una cosa abominevole: è una cosa che non si fa nemmeno con i cani».

Pasetto replica: «Sento troppa retorica, però io penso che la surrogata sia un atto di grande altruismo. Qui il problema è che abbiamo strumentalizzato il tipo di coppia: se è una coppia eterosessuale la questione viene sottaciuta, se è omosessuale, scoppia il pandemonio. È comunque un argomento delicato che va affrontato con un dibattito serio».

Zelger: «Le testimonianze raccolte dalla Marchi sono di parte, ci sono testimonianze di segno completamente opposto. E ci sono questioni su queste pratiche che vengono oscurate perché il giro d’affari delle cliniche della fertilità è enorme».

Monsignor Vinco: «Non mi è capitato di approfondire molto questo tema e quindi sono curioso. Mi faccio delle domande e le lascio tali. È un dibattito che lascia il tempo che trova, perché tra qualche anno la scienza porterà all’utero artificiale e avremo ulteriori problematiche. Dal punto di vista psicologico resto esterefatto dal caso di una madre che dà a qualcun altro il figlio che ha tenuto in grembo. Anche in situazioni di adozioni ci sono casi non facili e uno dei diritti fondamentali è sapere le origini: è una cosa viscerale. Non sento mai ragionare in termini psicologici su questo tema e la psicanalisi su questo ha molto da dire. Poi consideriamo casi molto diversi: coppie eterosessuali e coppie gay. Abbiamo ragionato sulla fine della vita chiedendo ci sia un limite, ora ragioniamo sull’inizio della vita sostenendo che non ci debba essere sia limite. Questo mi fa specie».

Marchi: «Lo psicologo che ho intervistato dice che il trauma nel bambino c’è quando questo si sente tradito, quando non si dice loro la verità sulle loro origini. Il 90 per cento delle donne che ho sentito, sono  madri surrogate che non staccano completamente i rapporti, fanno parte della famiglia»

Cattaneo: «Io mi pongo alcune domande. Mi sembra che nel libro venga disegnato un paradiso che in realtà non è sempre così. Sappiamo che esiste un mercato dell’inseminazione e donne schiave e sfruttate. Senza estremizzare inviterei a una riflessione più articolata perché questi fenomeni esistono e sono gravi. Poi c’è l’aspetto delle coppie gay. Per quello che valgono i sondaggi, mentre il 70 per cento degli italiani era favorevole alle nozze gay, l’80 percento si dice contrario alle adozioni gay. Siamo in un momento in cui la scienza sta superando l’etica e abbiamo difficoltà a gestirla. Serve un dibattito su tutte le scoperte scientifiche. Da padre faccio davvero fatica poi a pensare che una donna che porta un bimbo in grembo  poi riesca a non avere questa parte totalizzante di madre».

Marchi: «Da madre anch’io faccio fatica a capirle, però le ho viste in faccia. Loro hanno  un’altra società e altra etica. Ho avuto anch’io momenti di difficoltà ma le ho sempre rispettate e continuo a rispettarle».

Corradi: «Aberrazione che i genitori siano due uomini o due donne». 

Monsignor Vinco: «L’adozione ai gay è un altro discorso ed è giusto ragionarci, l’utero in affitto è una questione diversa. Dobbiamo riconoscere anche il diritto e la libertà dei figli però».

Traverso: «Il problema non è l’omosessualità. Il problema è la difficoltà enorme che c’è nella possibilità di adozione. L’utero in affitto è una forzatura che trovo un po’ aberrante».

Zelger: «Utero in affitto è una cosa riprovevole. Io credo che un bambino ha bisogno di una figura materna e paterna. Questa forzatura nelle adozioni e produzioni di bambini è un fabbrica di orfani».