Terzo mandato. M5S: "Un inciucio". Croce: "Giochetto da vecchia …

Terzo mandato. M5S: "Un inciucio". Croce: "Giochetto da vecchia …

La deputata di Forza Italia Daniela Santanché ha parlato apertamente di voto di scambio, ma non è che i politici locali siano stati più leggeri.

Il tema è il decreto legge sugli enti locali che il governo Gentiloni potrebbe varare domani, 31 marzo. In questo decreto pare sia contenuta la norma che concede ai sindaci dei comuni oltre i 3.000 abitanti la possibilità di farsi eleggere per un terzo mandato. Per la Santanché si tratta di un voto di scambio perché i parlamentari di Fare!, movimento politico di Flavio Tosi, hanno più volte sostenuto l’attuale governo e soprattutto quello precedente, guidato da Matteo Renzi.

L’accordo sarebbe questo: Tosi sostiene il governo del PD e il PD permette a Tosi di ricandidarsi per un terzo mandato a Verona. Il condizionale è d’obbligo, ma per molte forze di opposizione questo accordo non è un’ipotesi ma una realtà. “La brama da poltrona del sindaco Tosi è scandalosa – ha commentato il deputato veronese 5 Stelle Mattia Fantinati – Ha venduto i suoi senatori in cambio della possibilità di un terzo mandato, anche perché altrimenti non saprebbe dove collocarsi. Di fatto, è praticamente entrato nel PD proprio per tentare di restare a Palazzo Barbieri. Durante il suo ultimo mandato però ha dimenticato completamente Verona, attratto da una poltrona romana che non è mai sopraggiunta. Ora, non avendo altro da fare, tenta di restare aggrappato a quella giallo-blu. Aspettiamo fiduciosi giugno perché, si sa, chi troppo vuole nulla stringe”.

Fantinati scrive di aspettare giugno perché ieri, 29 marzo, è stata resa nota la data delle elezioni amministrative: 11 giugno. Eventuali ballottaggi il 25 giugno. In quei giorni si conoscerà il nome del nuovo sindaco di Verona. Carica che spera di ricoprire Alessandro Gennari, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, che sull’eventuale terzo mandato scrive: “Sono arrivati all’assurdo di voler cambiare l’unica norma che in Italia impone il limite di due mandati, un vincolo introdotto per eliminare la corruzione, mai così importante come ora, come insegna la cronaca. Certificando, allo stesso tempo il rapporto ambiguo tra PD e Fare!: un inciucio che i veronesi hanno già capito da tempo“.

Gennari ha quindi fiducia nell’elettorato veronese, come ne ha un altro condidato sindaco, Michele Croce di Verona Pulita. “Piena fiducia nei veronesi, nella loro capacità di valutare, di scegliere il miglior candidato possibile per migliorare la nostra città – ha dichiarato Croce – Non sarà questo giochetto della solita politica a fermare il rinnovamento, anzi, non vedo l’ora di confrontarmi con tutti i candidati”.