Tanti saluti al 2016: ecco cosa si lasciano alle spalle i veronesi

Tanti saluti al 2016: ecco cosa si lasciano alle spalle i veronesi

Il 2017 è ufficialmente iniziato, lasciando dietro di sé un 2016 importante, marchiato da episodi, fatti, vicende, cambiamenti e molto altro, che hanno scosso e toccato gli abitanti di Verona e provincia. 
Come sempre ad urtare maggiormente la sensibilità delle persone sono i fatti di cronaca nera e la zona scaligera purtroppo è stata al centro di diverse vicende nell’anno appena trascorso. Come gli omicidi, partendo da quello forse più cruento avvenuto a febbraio ad Albaredo, dove Andrei Filip ha ucciso e fatto a pezzi mamma e sorellastra per poi gettarle nell’Adige, mentre marzo è stato segnato dai fatti delle Golosine e San Massimo, oltre che dall’assassinio di Andrea Polo avvenuto in Venezuela. A giugno Pastrengo è finito per l’ennesima volta alla ribalta delle cronache per il terzo delitto avvenuto in pochi anni, mentre due mesi dopo è stato l’omicidio di una prostituta a Boscomantico a tenere in apprensione i veronesi. In autunno poi gli episodi si sono susseguiti in rapida successione: a settembre a Valgatara un anziano ristoratore è stato ucciso nella sua abitazione, forse da alcuni rapinatori, e a Legnago una donna si è lanciata da un’auto in corsa durante una discussione con il suo compagno trovando la morte; ad ottobre e novembre invece si sono consumati rispettivamente i drammi familiari di Cerro Veronese e Corte Pancaldo, a Verona. Tutti casi presi in mano e risolti dai carabinieri, a parte quello avvenuto nella frazione di Marano di Valpolicella, sul quale i militari stanno ancora lavorando. 
Ma la cronaca ha visto anche qualche lieto fine, come la 16enne di Bussolengo scomparsa dopo 20 ore e la risoluzione del “furto del secolo”, quello dei quadri di Castelvecchio, ritrovati in Ucraina e tornati al loro posto a fine dicembre.
Le forze dell’ordine sono state spesso chiamate in causa per episodi che si sono ripetuti nel corso dei 365 giorni appena trascorsi, come le rapine ai danni di farmacie e supermercati, gli assalti notturni ai bancomat, la banda del tombino che ha messo nel mirino principalmente le tabaccherie. Ma a preoccupare i veronesi ci hanno pensato anche i furti su auto e in abitazione che spesso si sono verificati, mentre il mercato della droga ha continuato a proliferare, nonostante le dure stangate inferte da tutti i corpi delle forze dell’ordine. Alcuni colpi hanno lasciato un segno importante nella memoria cittadina, come quello messo a segno all’ospedale di borgo Roma, dove a febbraio furono rubati strumenti per mezzo milione di euro, o come l’inseguimento con tanto di spari avvenuto in Corso Porta Nuova in pieno giorno. 
Vecchi fantasmi, neanche tanto dimenticati, sono tornati a manifestarsi, con Pietro Maso finito ancora al centro dell’attenzione e Wolfgang Abel, la presunta mente di Ludwig, che ha ritrovato la sua libertà. Tra possibili infiltrazioni ed episodi più che sospetti, come l’incendio doloso di alcuni camion, hanno fatto scattare “l’allarme mafia” a Verona. Altre due vicende poi, al limite tra cronaca e politica, hanno tenuto banco nell’area scaligera: il problema dell’accoglienza dei profughi ha fatto scattare le proteste di politici e residenti, ma anche degli stessi richiedenti asilo, a volte bloccati in Italia dagli iter burocratici; e l’inquinamento da Pfas che tiene tuttora in apprensione gli abitanti di 13 comuni veronesi, oltre a quelli delle aree di Padova e Vicenza.
Numerose purtroppo anche nel 2016 le vite spezzate sulle strade veronesi, con la carambola infernale avvenuta sulla Transpolesana ad inizio anno che ha subito portato alla ribalta il problema, al quale il Governo ha provato a rimediare istituendo il reato di omicidio stradale. Un provvedimento che però non è bastato a dare uno stop agli incidenti mortali, come quello di Sonia e Valentina
Andando a vedere la cerchia cittadina in particolare, quello appena trascorso sarà ricordato anche come l’anno dell’ordinanza antielemosina per combatere il degrado, con la Polizia Municipale impegnata a sgomberare aree occupate dai senzatetto e, per un certo periodo, edifici in disuso dove L’Urlo aveva cercato di dare vita a nuovi spazi: uno di questi luoghi, che spesso davano rifugio anche a malfattori, era l’ex Tiberghien, la cui demolizione ha preso il via a luglio. Un degrado che ha influito anche sulla questione della prostituzione, con numerose “baby lucciole” che si sarebbero messe “al lavoro”. Ancora fresco nelle menti degli abitanti della città, anche il violento nubifragio che alla fine di luglio ha messo in ginocchio Verona, costringendola a chiedere lo stato di emergenza. 
Allargando lo sguardo allo scenario nazionale ed internazionale, la popolazione scaligera si è distinta ancora una volta per il suo grande senso si solidarietà dopo i violenti terremoti che hanno colpito il centro Italia, restando invece in apprensione per i fatti di Bruxelles, Monaco, Dacca, Nizza e Berlino, e per l’Audi Gialla che ha terrorizzato le strade venete. 

Anche per quanto riguarda gli esercizio commerciali è stato un anno particolarmente “tumultuoso”, iniziato con il fallimento del Village e chiuso da un altro fallimento, quello dell’Aquila Nera a Verona. In mezzo abbiamo visto l’apertura di OVS sulle ceneri di Excelsior, i problemi con la Guardia di Finanza del Peperino, l’apertura della prima gelateria Grom in via Mazzini, l’inaugurazione del nuovo Auchan e purtroppo anche la chiusura dello storico Bar Centrale
Dal punto di vista dell’economia, sono da ricordare le crisi di alcuni grandi gruppi industriali veronesi (uno su tutti, Ferroli), ma anche la trasformazione di Veronafiere in società per azioni, che dovrebbe permettere all’ente scaligero di crescere ulteriormente dopo gli ottimi risultati di quest’anno, soprattutto ora che Verona è stata inserita tra le dieci capitali del vino

L’apertura del nuovo Bricoman e quella del centro commerciale Adigeo (che avverrà in primavera), vanno invece a toccare una questione decisamente più politica, con lo scontro tra amministrazione ed opposizione su Verona Sud e Variante 23, che ha tenuto banco negli ultimi mesi. Ma la pubblica amministrazione ha dovuto affrontare anche altri temi scottanti, come le grandi opere (filobus, traforo delle Torricelle, cimitero verticale e ruota panoramica, per dirne alcune) e soprattutto Fondazione Arena, commissariata in aprile e avviata ad un ostico processo di risanamento. Sempre da Palazzo Barbieri poi è partito il potenziamento della rete internet pubblica, per una Verona sempre più Smart City. 
Due referendum (trivelle e riforma costituzionale) e le elezioni amministrative hanno inoltre chiamato gli elettori ad esprimere le proprie preferenze politiche, con risultati che hanno spostato delicati equilibri, in vista soprattutto della prossima tornata. 

Ma quella scaligera è una città famosa anche per la sua cultura, dove è stata ambientata la storia d’amore forse più famosa al mondo, quella di Romeo e Giulietta. Ecco quindi che il capoluogo scaligero non poteva non omaggiare William Shakespeare a 400 anni dalla sua scomparsa, mentre le mostre su Picasso e la civiltà Maya stanno tuttora richiamando i visitatori, che ora potranno omaggiare la memoria di Dario Fo e Franca Rame allo spazio a loro dedicato e recarsi anche al rinnovato Museo Archeologico del Teatro Romano
Gli spettacoli invece hanno visto i grandi ritorni di Arena di Notre Dame de Paris e David Gilmour, gli arrivi di Adele e soprattutto Zucchero, con le sue dieci date. Affascinante come sempre, la stagione lirica si è dimostrata ancora all’altezza delle aspettative, nell’anno in cui il Veneto festeggiava i 150 anni dall’annessione all’Italia mentre il celebre fotografo Oliviero Toscani prendeva in giro i suoi abitanti e spendeva parole non proprio al miele per Vinitaly
Ma Verona è stata protagonista anche sul piccolo schermo, grazie al podio della splendida Silvia Lavarini a Miss Italia e alla vittoria dei Soul System a X-Factor 10.

E infine non possiamo che chiudere con i principali fatti sportivi, partendo dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro, che ha visto Elia Viviani vincere la medaglia d’oro nella specialità dell’omnium, mentre Pippo Lanza si è dovuto accontentare della seconda piazza con la nazionale del volley.
Non è certamente stato un 2016 felice per i tifosi dell’Hellas Verona, che hanno visto la loro squadra retrocedere in B senza appello e la loro guida, Luca Toni, appendere i tacchetti al chiodo dopo una splendida carriera. La società ha comunque già avviato il processo di ricostruzione e ora il club di via Belgio guida il campionato cadetto, potendo così affrontare il nuovo anno e il prosieguo della stagione da “campione d’inverno“. 
Tutta un’altra musica per i sostenitori del Chievo Verona, che dopo aver sfiorato la zona Europa League a maggio, ora vedono i loro beniamini lottare per i posti della prima metà della classifica. 
Agrodolce invece il bilancio della Calzedonia Bluvolley, che ha conquistato la Challenge Cup in aprile senza però riuscire ad ottenere un posto nelle competizioni continentali 2016/2017. Annata questa iniziata sotto il segno di una campagna acquisti sontuosa, che però non ha portato ai risultati sperati in campionato, ma solo alle dimissioni di Andrea Giani
Tra i più delusi ci sono senza dubbio i tifosi della Tezenis che, dopo aver visto uscire la squadra dai play off contro Scafati, hanno assistito ad un avvio di stagione fatto più di ombre che di luci, con il ritorno nel basket che conta che sembra allontanarsi un altro po’.