Sicurezza nelle strade, scontro Pd-Comune. Fiab: "I morti in via …

Sicurezza nelle strade, scontro Pd-Comune. Fiab: "I morti in via …

Di fronte ai morti sulle strade comunali anche l’assessore Paloschi si diletta nella poco nobile arte dello scaricabarile affermando che se il Comune non riesce a pitturare le zebre la colpa è del governo. L’assessore tuttavia dimentica che tra settembre e ottobre di ogni anno, quando si tratta di ripartire i proventi delle multe per infrazioni al codice della strada, quasi mai il Comune destina alla sicurezza stradale una percentuale di questi introiti superiore a quella a cui è tenuto a destinare per legge. Se la questione della sicurezza stradale sta davvero a cuore alla giunta, come dovrebbe effettivamente essere, starebbe al Comune dare un primo segnale forte reinvestendo in positivo e per intero sulle strade quanto di negativo proviene dalle stesse. Una volta fatto questo, avrà tutto il diritto di lamentarsi con chi vuole. Se poi parliamo nello specifico di interventi per la sicurezza degli utenti deboli, anziani, pedoni e ciclisti, le percentuali delle multe a loro destinate sono infinitesimali: appena l’1,3% nel riparto multe 2015 (su un monte di oltre 11 milioni di euro) e l’1,7% nel 2014 (su un monte di quasi 16 milioni). Sono in linea anche i dati del 2013. In questo settore più di altri l’amministrazione si è semplicemente rifiutata di governare, limitandosi ad inseguire l’emergenza. Ricordiamo tutti la trovata dei led salvapedoni? Può dirsi una misura risolutiva? O integrativa? A quale politica appartiene? Le strade veronesi sono sempre più una jungla dove, si sa, vige la legge del più forte.

Queste le parole dei consiglieri comunali del Pd Michele Bertucco e Stefano Vallani, in risposta a quelle rilasciate nei giorni scorsi dall’assessore Pierluigi Paloschi, il quale lamentava le difficoltà di eseguire i lavori di manutenzione stradale, a causa del soldi bloccati dal patto di stabilità imposto dal Governo. 

Il presidente della Fiab Verona invece, Gianni Migliorini, mette sotto accusa la viabilità di via Galliano, la quale a suo dire porterebbe gli automobilisti a percorre quel tratto di strada a velocità più sostenuta.  

Tre dei sei incidenti mortali da gennaio ad oggi nel comune di Verona sono avvenuti in via Galliano. Il giovane motociclista al distributore di benzina, il ciclista passato col rosso all’incrocio con corso Milano e la ciclista recentemente uccisa dalla terza di 3 auto passate col rosso all’incrocio con via San Marco. Non sono quindi eventi fortuiti. Evidenti cause il mancato rispetto, direi “generalizzata insofferenza” alle regole più elementari di circolazione in strada. Evidenti concause l’alta velocità e distrazione con cui i conducenti di veicoli a motore percorrono queste “autostrade cittadine”. In direzione San Zeno è diffusa l’abitudine dei conducenti di veicoli a motore di accelerare appena vedono il giallo per passare poi all’incrocio spesso con il rosso ad elevata velocità. L’allargamento a 3 corsie all’incrocio con via San Marco ha dunque accentuato la velocità di percorrenza ed aggiunto il pericolo dell’auto in seconda fila all’attraversamento ciclopedonale. Riteniamo indispensabili provvedimenti urgenti. Oltre al T-red, per esempio, un controllo di velocità che ha dato ottimi risultati sulla bretella per Verona nord ed utilizzato anche su viale Venezia e Unità d’Italia. Inoltre uno sfalsamento temporale accentuato fra il rosso alle auto ed il verde ciclopedonale.