Sì del Consiglio al bilancio. Tagliate opere per la riqualificazione …

Sì del Consiglio al bilancio. Tagliate opere per la riqualificazione …

19 voti a favore, 13 contrari e 1 astenuto (Marisa Brunelli capogruppo dell’Udc). Così è stato approvato ieri sera, 31 gennaio, dal Consiglio Comunale il bilancio di previsione per il triennio 2017-2019, modificato dal maxi emendamento del sindaco Flavio Tosi. 

Il maxi emendamento è passato con 19 sì e 12 no e consentirà il recupero e la riqualificazione dell’Arsenale attraverso il project financing di Italiana Costruzioni. Costo dell’operazione: 45 milioni di euro. Agsm con l’Art bonus ne mette 4 milioni e 800 mila, il Comune 10 milioni e 50 mila euro, tutto il resto è a carico del concessionario dell’opera.

Dove li ha trovati, il Comune, 10 milioni e 50 mila euro? Eliminando alcuni interventi previsti, tra cui: la realizzazione della sede del Corpo nazionale di Soccorso Alpino a Boscomantico per 450 mila euro, i lavori su edifici scolastici per 650 mila euro, il percorso ciclopedonale tra Saval e San Zeno per 1 milione e 400 mila euro, le rotatorie tra via Albere, via Dalla Chiesa e via Mantovana e tra via Albere e via Spianà per 600 mila euro e la copertura della Loggia del Mangano per 200 mila euro. Ridotti inoltre gli stanziamenti: alla manutenzione straordinaria di strade e marciapiedi delle circoscrizioni per 2 milioni e 100 mila euro, ai lavori del settore strade per 1 milione e 500 mila euro, all’edilizia sportiva per 200 mila euro, all’edilizia monumentale per 550 mila euro.

“Questa riduzione di risorse è l’unica possibilità per far partire un’opera strategica per un’area importante della nostra città – ha sottolineato il sindaco Tosi – dispiace ovviamente sacrificare altri interventi ma il vincolo di 102 milioni di euro per il patto di stabilità non consente altre possibilità”.

Insomma sacrifici necessari, che le opposizioni hanno provato a bloccare finché hanno potuto. Poi è scattata la tagliola. L’amministrazione aveva infatti necessità di approvare il bilancio entro le 23.59 del 31 gennaio, altrimenti avrebbe perso l’opportunità di finanziare due interventi. E quindi, circa mezz’ora prima della scadenza temporale, il dibattito in Consiglio Comunale è stato cassato per poter arrivare ad un voto prima della mezzanotte.

Il capogruppo di Verona Piazza Pulita Michele Bertucco: “Un bilancio che per la prima volta nella storia del Comune di Verona viene bocciato da tutte le circoscrizioni e poi stravolto dal maxi emendamento, tutto per consentire al sindaco di mantenere le promesse elettorali collegate alla riqualificazione dell’Arsenale, con un finanziamento che consentirà al privato una tranquillità economica e un rischio bassissimo, rispetto a quello del pubblico. Vorremmo sapere chi ci può garantire che le opere eliminate, tra le quali adeguamenti normativi a scuole e importanti manutenzioni ordinarie, siano davvero rinviabili. Con questo bilancio, inoltre, non ci saranno più soldi per fare manutenzioni straordinarie di edifici pubblici, strade e marciapiedi”.

“Che una città come Verona debba discutere il suo bilancio in poche ore – ha aggiunto il consigliere comunale del PD Fabio Segattini – dimostra una mancanza di rispetto nei confronti di un documento che è il programma di un’amministrazione. Temi importanti come il Programma di riduzione delle barriere architettoniche e il Piano urbano della mobilità, che dovrebbero essere punti rilevanti della gestione di un Comune, vengono tagliati per centinaia di migliaia di euro”.

“Arriviamo all’approvazione di questo bilancio – ha sottolineato il capogruppo PD Luigi Ugoli – con tempi che non consentono certo una sua adeguata valutazione e che, con emendamenti correttivi presentati dall’amministrazione, subisce all’ultimo modifiche economiche importanti che vanno ad eliminare interventi utili per la città. Un ultimo bilancio che non dice fondamentalmente nulla per il futuro di Verona e ci presenta obiettivi sostanzialmente disattesi da strategie gestionali che non tengono assolutamente conto delle vere necessità del territorio. L’Arsenale non può diventare l’unica opera in cui investire tutte le risorse del Comune”.

Contrarietà espressa anche dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Gianni Benciolini: “In questo bilancio non vediamo altro che il tentativo di mantenere opere promesse rispetto alle esigenze della città. Migliaia di euro dei cittadini, derivanti da tributi e tasse, sono gestiti da questa amministrazione per scopi elettorali. Per cose importanti, invece, gli stanziamenti risultano ridicoli. Tanti tagli solo per fare un ipoteca per un progetto che funge da tassello elettorale virtuale”.

Il bilancio 2017 pareggia nel corrente esercizio a 554.936 milioni. Le spese correnti presentano per il 2017 un totale di 298,4 milioni, di cui 1,7 di fondo pluriennale vincolato per un importo netto quindi di 296,3 che rappresenta la spesa di effettiva competenza. Nel 2016 la spesa corrente era pari a 305,6 milioni di euro, di cui 8.4 di fondo pluriennale vincolato per un importo netto quindi di 297,2. Le principali voci di spesa oggetto di variazione sono: minori spese per il personale per circa 1,1 milione di euro e minori spese per utenze per circa 600 mila euro. Entrambe le voci sono previste in ulteriore diminuzione in continuità con l’andamento già registrato nel 2016; minori interessi passivi per circa 300 mila euro per effetto della politica di contenimento del debito già avviata da diversi anni e che proseguirà anche nel 2017; maggiori spese per strade-verde e per polizia municipale (in particolare per la postalizzazione delle multe) per 1 milione di euro. Le principali voci di entrata che subiranno variazioni rispetto all’esercizio precedente sono: minori sanzioni codice della strada previsti in diminuzione di circa 1 milione di euro sulla base dell’andamento effettivamente registrato a conclusione dell’esercizio 2016; minori dividendi per circa 500 mila euro. Tale voce conterrà infatti soltanto gli utili di Agsm e di Autostrada Brennero, rispettivamente per 10 milioni e 2 milioni; minori introiti da refezione scolastica per circa 200 mila euro in conseguenza della contrazione già registrata nel 2016; minori contributi regionali per il settore Commercio per circa 300 mila euro; maggiori entrate per contributo una tantum da Unicredit per 1 milione di euro.