Senza voucher il turismo perde un milione di euro

Senza voucher il turismo perde un milione di euro

PISA. «Il settore del turismo nella provincia di Pisa avrà una perdita di oltre un milione di euro per la cancellazione dei voucher, cifra pagata l’anno scorso dagli imprenditori con questo strumento. Tutto ciò a poche settimane dall’inizio della stagione».

Questa la considerazione di Antonio Veronese, imprenditore e presidente dell’Area pisana di Confesercenti, dopo la decisione del governo di chiudere con l’esperienza dei voucher per il pagamento delle prestazioni occasionali. Veronese parla di cifre: «L’anno scorso nella nostra provincia il solo settore del turismo aveva utilizzato 108.303 voucher dal singolo valore nominale di 10 euro. Un giro di affari di oltre un milione di euro che gli imprenditori creavano dando una regolamentazione a quei rapporti occasionali che le moltissime piccole e medie attività pisane devono usare nei momenti di maggior lavoro. Cancellare i buoni a ridosso dell’apertura della stagione turistica – dice ancora il presidente pisano di Confesercenti – porterà danni ancora più gravi alle imprese alberghiere, di ristorazione, stabilimenti balneari, settori tra i più dinamici della nostra economia provinciale ma caratterizzati da attività non programmabili, gestibili solo attraverso impieghi occasionali. Per questo, chiediamo di potenziare la fase transitoria, permettendo non solo l’uso dei voucher già acquistati, ma anche di nuovi fino all’arrivo di norme e strumenti che regolino il lavoro accessorio».

In questi giorni molti imprenditori si sono rivolti all’associazione di via Ponte a Piglieri per chiedere come comportarsi in questa fase che Veronese definisce «di totale vuoto normativo». «Per capire di cosa stiamo parlando – spiega ancora – voglio fare un esempio. Prendiamo un piccolo ristorante con un solo cameriere come dipendente. Arriva una prenotazione da 30 persone per il giorno dopo e quindi servono altri due camerieri. Cosa deve fare il titolare? Disdire la prenotazione; precipitarsi ad assumere i camerieri per un giorno cercando di fare i circa 10-12 adempimenti richiesti; prenderli a lavorare e pagarli indovinate come. Abolire i voucher è un grave errore – sottolinea Veronese – che danneggia le imprese oneste che si troveranno anche a fare i conti con una maggiore concorrenza sleale esercitata da chi non si fa problemi ad alimentare il sommerso». La conclusione: «Conseguenze anche per i lavoratori. Secondo nostri dati,

in provincia di Pisa i lavoratori pagati con i voucher hanno guadagnato in media 600 euro lordi all’anno a testa: il 63% percepiti da persone con un’altra fonte di reddito in cerca di un’integrazione, il 37% soprattutto da studenti o da persone non occupate».

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