sempre più a Est: +31% in un anno

sempre più a Est: +31% in un anno

Buone notizie per il settore turistico e della ricezione a Soave e dintorni. Nell’anno che si è appena concluso i visitatori della cittadina murata (e non solo) sono aumentati del 31 per cento rispetto al 2015. Dai dati forniti dell’ufficio turistico Iat dell’Est veronese – la sigla sta per Informazioni e accoglienza turistica – , si evince che negli ultimi dodici mesi sono stati 18.437 i turisti che si sono appoggiati allo stesso ufficio turistico, sito in piazza Foro Boario. Di questi, 9.722 sono italiani e gli altri 8.715 sono stranieri. Negli stessi mesi del 2015, gli accessi all’ufficio turistico furono 14.002, di cui 7.780 italiani e 6.222 stranieri. Tra i Paesi di provenienza ricorrono la Francia, il Regno Unito e il Belgio, seguiti da Stati Uniti, Polonia, Canada e Paesi Scandinavi.

Un altro dato: la «newsletter» (la lettera di notizie inviata per posta elettronica) dell’ufficio turistico nell’ultimo anno ha superato i 2.500 contatti mensili. Va detto che le operatrici dell’associazione Strada del Vino Soave, che tengono aperto l’ufficio Iat sette giorni su sette, con orario continuato, indirizzano i visitatori non solo sugli itinerari delle colline del vino Soave e nella cittadina murata, ma anche a fare visite (e indicano le manifestazioni che vi si tengono) negli altri centri abitati che aderiscono all’ufficio turistico dell’Est veronese: Badia Calavena, Cazzano, Colognola, Illasi, Roncà, Selva di Progno e Vestenanova.

Otto enti locali che credono in questo servizio e che lo sostengono anche economicamente e ritengono utile tenere aperto un ufficio turistico nel territorio. E se è pur vero che Soave fa la parte del leone per la sua storia e per le bellezze che ha ereditato dal passato, è altrettanto vero che una crescita di visitatori anche negli altri centri, trainati da Soave, è sotto gli occhi di tutti: ristoratori, bed and breakfast, cantine e albergatori per primi.

C’è davvero da chiedersi, come mai altri Comuni della zona non vogliano sfruttare questo servizio per accrescere un settore, quello turistico, che potrebbe davvero diventare un volano importante per l’economia dell’area ad Est di Verona città. Anche alla luce dei dati degli ultimi tre anni: il trend di visitatori è stato in costante crescita dai 12 mila del 2014 agli oltre 18 mila del 2016 e si parla solo di quelli registrati all’ufficio turistico, ma si sa che sono ben di più coloro che vengono a visitare la zona.

«I turisti che si servono dell’ ufficio turistico infatti, chiedono cosa si possa vedere e visitare non solo a Soave, ma nel territorio», rimarca il presidente della Strada del vino Soave, Paolo Menapace, «se vi siano in zona piste ciclabili e sentieri naturalistici. Domandano di pernottare, mangiare ed acquistare e degustare prodotti tipici».

«Inoltre vogliono conoscere gli eventi e le manifestazioni in programma sull’intera «Per poter soddisfare al meglio le loro richieste, abbiamo creato dei file riguardanti i diversi settori: la ristorazione, le strutture ricettive e le cantine, che possono essere inviati o consegnati ai richiedenti».

«Per creare questi file, abbiamo contattato le strutture commerciali e ricettive dei Comuni aderenti all’ufficio turistico Iat. Abbiamo colto poi l’opportunità data dalla Regione, di stampare una brochure promozionale di tutto l’Est veronese, che verrà stampata a breve a titolo gratuito dalla Regione in diecimila copie, con notizie riguardanti naturalmente i soli otto Comuni aderenti al servizio Iat». Ma perché altri enti locali non approfittano di questa opportunità?