Primarie Pd a Verona, Fermo: «io unico libero, lo dicono pure i 5 …

Primarie Pd a Verona, Fermo: «io unico libero, lo dicono pure i 5 …

Damiano Fermo, consigliere comunale del Pd a Verona, è il prototipo vivente del renziano: 34 anni, imprenditore (o meglio commerciante «nel food locale»), una laurea in economia e gestione delle imprese e pubbliche amministrazioni, una moglie e figli piccoli, nel Pd dalla fondazione, si è candidato a sindaco del suo partito da outsider, senza dirigenti alle spalle. Anzi, il suo renzismo è così renziano da fargli bacchettare persino Renzi: «deve tornare quello degli inizi: sostengo da sempre che il segretario deve fare il segretario e il premier, il premier. C’è bisogno di avere una guida a tempo pieno, per pescare gli innovatori nei territori così da realizzare il ricambio generazionale».

Cioè valorizzare, per esempio, lei.
Beh, questo è un motivo per cui, ad esempio, sono più attrattivo di Franchetto (Gustavo, giornalista, già consigliere regionale, non tesserato al Pd, in corsa anche lui alle primarie veronesi del Pd che si terranno il 26 marzo, secondo alcuni dato per vincente, ndr): un giovane interpreta meglio la realtà attuale, in un tempo di crisi di radicamento dei partiti come questo.

Oltre a lei e a Franchetto, ad aspirare alla candidatura a sindaco nel Pd c’è anche la consigliere comunale Elisa La Paglia (sicura), mentre è in forse, al momento, la consigliere regionale Orietta Salemi. Si metta nei panni di un elettore medio di centrosinistra, o medio tout court: come spiegargli le differenze fra te e loro? Perchè uno dovrebbe votare te e non La Paglia o gli altri?
E’ proprio questo il punto. Mettersi nei panni dell’elettore odierno, libero dai vecchi recinti ideologici, pronto a premiare persone che presentano vere soluzioni. Serve una squadra e una leadership che possa interpretare il mondo di oggi, che sappia creare nuovi lavori, che sappia combattere il calo di natalità e il costante nostro invecchiamento, che abbia una visione internazionale dove Verona costruisca una posizione di primo livello.

D’accordo, ma le differenze? Con la La Paglia il motivo generazionale si sente meno, francamente.
Più che differenze parlerei di piani diversi: io sono l’unico che unisce il partito con pezzi di città che gli sono distanti. Sono stato l’unico consigliere comunale votato da almeno 80 elettori in ogni quartiere. Sono un piccolo imprenditore, con famiglia, e ho sempre contrastato l’amministrazione Tosi facendo opposizione costruttiva. Persino il blog dei 5 Stelle hanno parlato bene di me, chiedendosi “cosa ci fa Fermo nel Pd”?

Fa la parte dell’outsider, appunto.
Guardo avanti. Devi dare una visione diversa, non solo condannare.

E allora le chiedo: cosa butta e cosa salva dell’amministrazione Tosi, specialmente negli ultimi quattro anni?
Voglio essere molto chiaro. Ci sono distanze enormi tra la politica che vorrei per la mia città e l’amministrazione Tosi. La penso diversamente su come stanno agendo con le edificazioni di Verona Sud, la penso diversamente rispetto al piano per l’Arsenale, la penso diversamente rispetto alla centralità del mondo dell’innovazione nella nostra città, nel supporto alla cultura, nella ristrutturazione degli edifici pubblici. La penso diversamente rispetto alle persone selezionate per dirigere le società del comune. Io e Tosi abbiamo due modi di vedere il mondo totalmente diversi ma c’è una questione che bisogna avere il coraggio di affrontare. La democrazia è fatta di alternanza, io rifiuto la logica che tutto ciò che fanno gli avversari politici sia sbagliato. Dobbiamo imparare a fare un’amministrazione che migliora anno dopo anno, che sistemi le cose che non piacciono, ma che non riparta da capo tutte le volte. Che non rifiuti a priori per presa posizione tutto quello fatto da altri.

Sembra confermare quell’insistente voce, diventata poi critica aperta ad esempio da parte del suo ex capogruppo Bertucco, che dava il suo partito disponibile perfino ad allearsi con Tosi.
Non possiamo nasconderci che a livello nazionale Tosi ha staccato la spina sull’immigrazione alla Lega, ha votato favorevolmente sui diritti civili e le coppie di fatto, ha sostenuto la riforma costituzionale. Ma a livello amministrativo non c’è niente da salvare.

Però i suoi voti farebbero comodo, in un eventuale ballottaggio a Verona.
Non ha più niente a che fare col centrodestra. E comunque i suoi elettori sono liberi. Al ballottaggio devi convincere più cittadini possibile. Non è un mistero che a Verona, culturalmente, la sinistra è minoritaria: se usi quel linguaggio, perdi. Devi creare una leadership e una squadra che sappia superare le quattro tappe, che per me son primarie, primo turno, secondo turno e amministrare. L’ultima volta, sull’ultimo siamo caduti.

Come, in concreto?
Faccio un esempio: se i 5 Stelle proponessero un assessore al bilancio bravissimo sui derivati che ci stanno scoppiando in mano, io sarei disponibile. Stessa cosa se lo facesse Tosi o la Lega.

Sì, e poi chi glielo dice al suo partito?
Infatti, gli altri candidati sono di minoranza o di maggioranza, col supporto dei dirigenti. Io sono libero, e quindi agirei con le mani libere.

In cosa ha mancato, è stato poco incisivo, è stato inadeguato come opposizione il suo partito a Verona?
Domanda cattiva. Credo che il mio partito, come tutti i partiti nei giorni in cui viviamo, sconti una fatica enorme nel parlare, nel capire, nel mettersi alla stessa linea delle aspettative, dei sogni, delle speranze delle persone. Il mondo ci è cambiato sotto i piedi, i prossimi anni saranno anche peggio. I partiti però sono rimasti ancorati agli stessi sistemi organizzativi e decisionali di 40 anni fa. Questo è un freno pazzesco per essere reattivi e proattivi. A Verona manca una visione strategica condivisa come comunità e istituzioni e l’opposizione non è riuscita a raccontare l’idea di città dinamica e forte che dobbiamo immaginare e realizzare per attrarre talenti e risorse.

Intanto siamo alla prima delle tappe che diceva: si vota in maggio, le primarie del suo partito sono a fine mese. Praticamente ci saranno due mesi per la campagna elettorale. Non è poco? Non dà l’idea di un partito che arriva tardi, col fiatone, diviso, e che va alla conta interna solo perché sia Tommasi che Trevisi hanno rifiutato la proposta del partito?
Non c’è dubbio. Inutile nascondersi. Senza voler puntare il dito contro nessuno, ma non sono questi i presupposti migliori per riconquistare culturalmente e politicamente Verona. Non per nulla io mi sono candidato alle primarie all’inizio di gennaio, senza aspettare convulse riunioni interne di tattica e conteggio. Pensi che già gennaio mi sembrava tardi. Trevisi mi piaceva molto, ho già dichiarato che se avesse accettato, avrei fatto un passo indietro.

Mi dica tre punti salienti del tuo programma per Verona, se fosse lei il candidato sindaco.
Credo prioritaria un’azione su turismo, innovazione, salute. Va creata subito un’agenzia per la promozione di Verona nel mondo, privata con un bando pubblico, per gestire l’accoglienza turistica, dal pernottamento, che non può ridursi a una sola notte, ai servizi. Incredibile non avere una strategia e un’organizzazione per guidare il primo asset cittadino. L’assessore all’Innovazione deve pianificare l’evoluzione digitale di Verona, assieme ad agenzie e start-up attive in città, per attrarre talenti e creare nuove filiere economiche. Serve una piantumazione arborea massiccia attorno ad autostrade e tangenziali per assorbire polveri sottili assieme ad un piano per la riduzione del traffico che preveda filobus e incentivi contro l’uso dell’auto.

Cosa ne pensa dell’idea di “velare” l’Arena: idea utile, o è solo marketing? E come risollevare le sorti della fondazione? Ti piace il progetto di Spa proposto dal trio Maccagnani-Lambertini-Manni?
L’idea mi lascia perplesso, non mi convince molto. Ma non perchè a priori sono contro. Non possiamo essere sempre contro qualcosa che non conosciamo. Ma perchè analizzando la proposta per quel poco che si è potuto sapere mi sembra una proposta piena di problemi. Ad ogni modo, il coinvolgimento di un privato è un ottimo segno per la città. E’ sempre bello quando gli imprenditori del terriotrio si impegnano a dare qualcosa indietro di quanto hanno ricevuto. Se fosse per me, ragionerei sull’intera strategia dell’arena, non sulla copertura si o no. Individuiamo cosa ci vogliamo fare per i prossimi 50 anni, ragioniamo sul contenitore Arena,  e poi capiamo se la copertura è parte o meno della strategia che vogliamo perseguire.

E del progetto di Spa? Secondo il sovrintendente Polo è impraticabile.
Lo penso anch’io. Per il semplice motivo che il circuito economico di una realtà come l’Arena è nell’indotto, ma dal punto di vista gestionale la fondazione in sè non è sostenibile per il privato. Cascherebbe il palco.

Già. Checchè un privato possa dire, nessuno regala niente a nessuno.
Ma figurati.Devi fare un bando internazionale su cui nominare il miglior sovrintendente disponibile, non l’amico di turno, e la legislazione sulle fondazioni deve prevedere chiaramente la possibilità di licenziamento dei dirigenti inadeguati. Fermo restando che, parlando di cultura, è chiaro che la fonte di finanziamento principale non può rimanere che pubblica.

Andando sul nazionale, non è un problema politico per Renzi l’inchiesta Consip che coinvolge suo padre e il suo braccio destro Lotti?
Le confesso una cosa: sono talmente immerso nell’incontrare persone, stringere mani, capire i problemi dei nostri cittadini che sto trascurando le vicende nazionali. Anche perchè è un casino tutti i giorni. Sicuramente Renzi e la cerchia delle persone che lo circondano è sotto la lente di ingrandimento. Credo che se la magistratura appurerà reati, chi sarà individuato responsabile di quei reati dovrà essere allontanato, a prescindere dal cognome che porta.

Domanda consapevolmente scontata: al congresso nazionale per chi voterà?
Sono abituato a sentire le tesi, le idee, i compagni di strada prima di prendere delle posizioni a prescindere. Credo che Renzi possa dare ancora tanto al Pd, credo che Orlando possa essere un grande segretario. Se dovessi scegliere con le informazioni che ho in questo momento la mia croce sarebbe su Renzi. Ma datemi il tempo di capire cosa proporrà e che percorso vorrà fare Orlando o altri che decideranno di candidarsi.

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