Post «jihadista» Guerfi: «A Verona c’è attenzione» – Città – L’Arena

Post «jihadista» Guerfi: «A Verona c’è attenzione» – Città – L’Arena

«Immigrati, la minaccia e l’accoglienza» è il titolo della trasmissione della puntata di Diretta Verona che ha visto confrontarsi in studio a TeleArena l’imam di Verona, Mohamed Guerfi, il senatore della Lega Paolo Tosato, il deputato del Pd Diego Zardini e il segretario nazionale del sindacato di polizia Coisp Franco Maccari. Inoltre interventi del giornalista Alfredo Meocci e del direttore de L’Arena Maurizio Cattaneo. Mentre Lucio Salgaro era in collegamento con i sindaci dei Comuni che si sono espressi con un «no» perentorio allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), ovvero alla gestione diretta dei profughi da parte delle amministrazioni.

 

 

IL POST JIHADISTA

 

Guerfi rispondendo a Cattaneo sulla questione del post jihadista: «Ci siamo attivati subito con la Digos, che era già a conoscenza del caso. La nostra reazione è stata preoccupata. Siamo tutti nella stessa barca con gli italiani: meglio stare attenti. In tanti musulmani mi hanno chiesto cosa stava succedendo. Abbiamo detto a tutti di farci sapere se in futuro leggeranno qualcosa del genere».

Maccari: «Dobbiamo essere più preoccupati di quello che non vediamo piuttosto di quello che vediamo. È una guerra: c’è molto da fare. È una guerra che per combattere bisogna conoscere. E ci vogliono molte risorse per farlo: servono strumentazioni e uomini. In Italia abbiamo delle eccellenze, come quella della polizia postale. Anche se in questo momento stanno chiudendo una cinquantina di uffici. In proporzione al reale pericolo che c’è adesso e a quello che c’è dietro quel post è una goliardata, una sciocchezza. Dietro c’è una vera guerra: e non sono quattro idioti che tagliano le teste. Stanno mettendo su un vero esercito, abbiamo a che fare con gente intelligente».

Tosato: «Se quel post è vero sarebbe grave: anche se probabilmente non si tratta di un terrorista, quell’uomo andrebbe espulso. Oggi in Italia bisogna investire più risorse nella sicurezza».

Zardini: «In ogni caso è preoccupante che certi messaggi girino sui social network».

Cattaneo: «Non siamo di fronte a goliardata da tak show, queste sono cose gravi. Spesso in realtà i terroristi avevano lanciato i loro proclami sui social. Noi come comunità italiana dobbiamo essere inflessibili ma non prendercela con i figli, come è successo nel caso di Hamza».

 

LA PERCEZIONE DELLA SICUREZZA

Maccari: «Pochi giorni fa un mio collega è deceduto inseguendo un extracomunitario. È aumentata l’efferratezza dei reati. Il 35 per cento della Polizia di stato è legata a tutto ciò che è legato all’immigrazione. È un esercito sottratto al controllo del territorio. A Verona siamo passati da 5 volanti a 3. Il punto dolente è il controllo del territorio».

 

 

GLI SBARCHI

Maccari: «Gli altri paesi europei non accolgono tanti richiedenti asilo come noi. Il 75 per cento di chi sbarca non riusciamo ad identificarlo: perché si rifiutano e vogliono andare in altri posti. Gli altri paesi ce li scaricano: non avete idea delle colonne che si creano dall’Austria e della Francia. Ce li scaraventano letteralmente: se gli trovano uno scontrino italiano, decidono che il posto d’arrivo è l’Italia e ce li mandano. In Sardegna su 973 persone sbarcate ne abbiamo identificati 11, di cui 4 arrestati. Di quelle 973 persone quasi tutte sono sparite. Io spero che quelli che alloggiamo il giorno dopo non ci siano più, altrimenti non abbiamo più il posto dove metterli. E domandiamoci come sono queste persone dal punto di vista sanitario. Abbiamo dovuto aumentare il tempo di permanenza nei Cie perché non sappiamo dove mandare chi va espulso. Abbiamo gente ferma per due-tre anni per sapere se può ottenere lo status di profugo. È un’indecenza. Chi sbarca deve essere identificato al più presto: il problema non va affrontato in maniera ideologica. È uno sciocchezza chiedersi se i terroristi arrivano con il barcone: possono diventarlo anche dopo. Per farvi capire i problemi che abbiamo: abbiamo controllato centinaia di stranieri stasera. Sapete cosa abbiamo fatto con chi era irregolare? 42 fogliettini con l’invito a comparire in questura il giorno dopo…».

Guerfi: «Più di tanto per chi arriva non possiamo fare. E mi chiedo: dove vanno quelli che spariscono?»

 

L’ACCOGLIENZA DEI RICHIEDENTI ASILO

In collegamento i sindaci di diversi comuni del veronese

Canazza (Isola della Scala): «Non deve diventare una guerra dai poveri. Non abbiamo la certezza che aderendo allo Sprar potremmo contenere le quote, anche se facendolo dimuiremmo già la nostra quota di migranti di 60 unità. Non abbiamo ancora deciso cosa fare ma non vogliamo accogliere ancora quote aggiuntive. Ci stiamo aderendo verso il no».

Mirandola (Bovolone): «Abbiamo detto no dopo aver sentito i cittadini, dobbiamo rispettare le loro volontà. Sta passando un messaggio sbagliato: chi aderisce allo Sprar è accogliente, gli altri no. Vogliamo che le persone vengano accolte con dignità». 

Zuliani (Concamarise): «Anche noi ci siamo espressi per il no. Sentirmi dire da un funzionario dello stato che se il comune aderisce allo Sprar può spendere i soldi senza vincoli al patto di stabilità è allucinante».

Franzoni (vicesindaco di Cerea): «Non si capisce come lo Stato possa permettersi di spendere così tanti soldi per i richiedenti asilo. Che strategia c’è sotto? È l’economia dell’accoglienza».

Giaretta (Oppeano): «Diremo no perché ce lo chiede la gente. La preoccupazione di tutti è che ce li mandino».

Isolani (Roverchiara): «Non abbiamo le strutture. È impensabile che con i bilanci all’osso possiamo sobbarcarci una cosa del genere».

Boninsegna (Isola Rizza): «Il disagio che c’è nei paesi con lo Sprar verrebbe aumentato».

Zardini risponde ai sindaci: «Il problema che affrontiamo è enorme: arrivano 150 mila persone all’anno e gli obblighi del nostro Paese ci impongono di verificare se queste persone hanno diritto a protezione. Finora in sindaci non hanno potuto dire nulla, quando qualcuno rispondeva ai bandi della Prefettura e ospitava richiedenti asilo. Chi dà disponibilità allo Sprar avrà strutture migliori e meno richiedenti asilo». 

Tosato: «Lo Sprar scarica responsabilità da Governo a sindaci, che invece sono vittime delle politiche dissennate del Governo».

Canazza: «Concordo con Tosato, lo Stato è mancato completamente. Dico ai sindaci: non affittate case alle cooperative che ospitano richiedenti asilo».

Maccari: «Gli arrivi hanno risollevato l’economia: pensate a quanti alberghi sono stati risollevati ospitando migranti. Se si fosse partiti a suo tempo, il problema sarebbe ben distribuito. E così oggi non si fidano».

 

IL TEMA DELLA PROSTITUZIONE

Maccari: «Coi barconi arriva di tutto, ma le prostitute arrivano anche in macchina. Alle prostitute che rimangono incinta viene tagliata la pancia e buttato via il feto, come messaggio per le altre».

 

LE CONCLUSIONI

Tosato: «Bisogna fermare i flussi coinvolgendo i paesi di partenza».

Zardini: «Bisogna ridurre temi fra richiesta asilo e decisione».

Guerfi: «Non vediamo né soluzioni, né strategie reali. I tempi di attesa sono troppo lunghi».