Pfas, per sanare la falda contaminata serve un intervento da 100 …

Pfas, per sanare la falda contaminata serve un intervento da 100 …

IL CASO

Pfas, per sanare la falda contaminata
serve un intervento da 100 milioni

Montecchio Maggiore, vertice fra Comuni, Regione, Arpav e Usl. I primi cittadini: Paghi il governo La conferenza dei sindaci valuta una causa alla Miteni

MONTECCHIO MAGGIORE (VICENZA) Dopo l’allarme per l’inquinamento da Pfas nella falda acquifera dalla quale attingono ampie zone delle province di Vicenza, Verona e Padova, sindaci e Regione battono cassa. Dev’essere lo Stato a pagare, non pu ricadere tutto sulle spalle dei cittadini, dicono gli amministratori. Sono furiosi, per questo hanno mandato a Venezia la bozza di una lettera destinata al governo. Le spese sono tante — spiega il sindaco di Montecchio Maggiore, Milena Cecchetto — a cominciare dagli impianti di filtraggio al carbone attivo installati sugli acquedotti che poi riforniscono ampie zone del territorio vicentino. Costi che ora finiscono nelle bollette dei cittadini, che si ritrovano quindi a pagare per colpe commesse da altri. Mentre la Conferenza dei sindaci dell’Usl 5 valuta di intentare una causa per risarcimento danni nei confronti della Miteni, l’azienda di Trissino che molti indicano come la principale responsabile dell’inquinamento, anche se l’interessata respinge le accuse, la questione economica diventa centrale nel dibattito politico.

Perch le soluzioni ci sono (o ci saranno), ma servono soldi per metterle in atto. Se ne discusso ieri proprio a Montecchio Maggiore, dove si sono ritrovati sindaci, rappresentanti di categoria e sindacati. Di fronte a loro, i vertici di Arpav e Usl, ma anche gli esponenti della Regione: il segretario generale alla Sanit, Domenico Mantoan, e gli assessori regionali Giampaolo Bottacin (delegato all’Ambiente) e Luca Coletto (Sanit). Attualmente l’acqua potabile stata messa in sicurezza con il filtraggio — ha ricordato Bottacin — ma la falda resta inquinata. Per risolvere il problema Pfas servono opere infrastrutturali, ci sono diverse opzioni che sono allo studio dei tecnici della Regione e ci aspettiamo un sostegno da parte del governo. Ancora di soldi, si parla. Quanti? A seconda di quale soluzione verr individuata come la pi efficace — ha spiegato l’assessore all’Ambiente — stimiamo tra i 60 e i 100 milioni di euro. L’ideale sarebbe trasformare la rete idrica, andando a pescare esclusivamente da falde non inquinate. Ma in questo caso, oltre ai finanziamenti, serve tempo.

Una soluzione immediata la offre il Consorzio di bonifica Alta pianura veneta: Abbiamo chiesto l’autorizzazione a dirottare, grazie al Leb (Consorzio di bonifica Lessinio euganeo berico, ndr.), grandi quantitativi d’acqua dall’Adige direttamente nel sistema di canali che attraversa il territorio — spiega il presidente Silvano Parise — in questo modo si andrebbero a diluire gli inquinanti presenti nella falda, riportandoli sotto i livelli di guardi”. C’ poi tutto l’aspetto sanitario. Mantoan ieri ha definito le Pfas sostanze diaboliche e ha spiegato ai sindaci che ancora non sappiamo di preciso quali danni possano causare all’uomo. Pensiamo non abbiano provocato un aumento dei casi di cancro ma potrebbero aver determinato altre patologie, ad esempio ai reni. Da qui l’idea di sottoporre le persone che hanno assorbito dosi pi elevate di queste sostanze alla procedura di plasmaferesi.

L’organismo impiega circa 5 anni a liberarsi da queste molecole — ha spiegato l’assessore Coletto — l’idea di avviare una sperimentazione, su base volontaria, per ripulire il sangue, velocizzando quindi l’eliminazione delle Pfas”. E Mantoan, che abita a Brendola (tra i Comuni pi esposti) e che ha scoperto di avere valori molto elevati di Pfas nel sangue, ha gi annunciato che sar tra le cavie. Al di l di questa attivit sperimentale, comunque, la Regione intende sottoporre a screening gli oltre 250 mila abitanti che risiedono nei 31 Comuni esposti alla contaminazione. A seconda dei livelli riscontrati nel sangue, scatteranno diversi esami: colesterolo, transaminasi, enzimi del fegato e del rene, markers tumorali e cos via. Il protocollo ancora in via di definizione ma Coletto assicura che non si pagher il ticket. E quindi questa campagna-monstre (alcuni stimano che potr costare oltre un miliardo di euro) ricadr sulla Regione e di conseguenza, indirettamente, sulle tasche dei veneti. A meno che, anche in questo caso, non si riesca a strappare un aiutino al governo.