Pescantina. Lega Nord contraria ad una possibile accoglienza di …

Pescantina. Lega Nord contraria ad una possibile accoglienza di …

Una raccolta firme a Dolcè, una battaglia per Tregnago e poi la Bassa e le altre zone dove è programmato oppure solo ipotizzato l’arrivo di profughi nella provincia di Verona.

Non ha confini la lotta della Lega Nord scaligera alla politica dell’accoglienza e anche a Pescantina sale la protesta. “Una doccia fredda potrebbe investire i cittadini di via Are, via Prese e zone limitrofe – ha affermato Davide Pedrotti, consigliere comunale di minoranza Lega Nord – a causa del presunto arrivo di un gruppo non definito di profughi che sembra verranno ospitati nella storica villa stile liberty all’angolo tra via Pace e via Prese“.

Pedrotti ha cercato su più fronti informazioni che ha reputato allarmanti: “Da anni questo edificio era chiuso e disabitato, ma dagli accertamenti che sono riuscito ad effettuare sembra che ora sia stato acquistato da una ditta di Brescia che ha già chiesto il permesso in Comune per adeguare i bagni. Indiscrezioni raccolte da alcuni cittadini indicano che la ditta avrebbe affidato l’immobile ad una cooperativa di Verona che a tutt’oggi gestisce gli introiti relativi a numerosi profughi nella nostra provincia. È chiaro che stando a queste notizie le probabilità che anche la villa di Pescantina sia destinata ad ospitare profughi sono elevatissime. Se fosse confermato questo arrivo si tratterebbe chiaramente di una scelta assurda e pericolosa per il paese, sotto tutti i punti di vista: per la locazione, in pieno centro, vicino a diversi parchi gioco; per il fatto che il nostro comune può contare su un numero esiguo di agenti di polizia locale (solo tre al momento) che purtroppo, nonostante l’impegno profuso quotidianamente, non riescono a coprire già nelle condizioni attuali tutte le problematiche del territorio, figuriamoci se dovessero controllare anche i comportamenti di queste persone. La maggioranza di palazzo Betteloni non ha saputo darmi ragguagli sulla vicenda e ho dovuto cercare di ricostruire il puzzle da solo. Dalle informazioni in mio possesso al momento i carabinieri di Pescantina non sono stati informati ufficialmente dell’arrivo. Il sindaco si deve muovere immediatamente per chiarire la vicenda e verificare i fatti per capire se la prefettura è intenzionata o no a mandare a Pescantina queste persone. Ma sopratutto deve battere i pugni al tavolo prefettizio dettando condizioni e criteri e non subendo passivamente imposizioni da uno stato centrale che con le sue scelte sta favorendo lo sfruttamento di queste persone. L’impressione che ho è che il tutto stia accadendo il più silenziosamente possibile e che alla fine la popolazione di Pescantina si troverà di fronte al fatto compiuto“.