Per gli innamorati un cuore d’artista rosso passione

Per gli innamorati un cuore d’artista rosso passione

L’amore in arte. Per San Valentino «Verona in Love» si arricchisce di due opere d’arte: una grande scultura fatta a cuore, «Love Me!», di Piera Legnaghi in cortile Mercato Vecchio, e un’installazione in ceramica alla Casa di Giulietta, «Eros e Thanatos», di Adriana Albertini. A portare l’arte nei luoghi scaligeri in occasione di San Valentino è Manon Comerio, ideatrice di progetti culturali che vedono coinvolti artisti, istituzioni e aziende. Un progetto reso possibile grazie alla collaborazione con il Comune di Verona e la Provincia di Verona Turismo e al sostegno di Amia, Agsm, Cementile e Pinko.

 

Quel cuore aperto, accogliente, realizzato dall’artista Piera Legnaghi, pulserà nel centro di Verona fino al 15 febbraio. Sembra nato da un soffio, da quell”Elan vital”, energia vitale, tesa a emanarsi. «Qui, più che mai, – scrive Maria Teresa Ferrari, che presenta l’opera – l’arte di Piera Legnaghi è relazione, sia nel suo farsi sia nel sentimento di socialità, caratteristica della sua ricerca creativa. Relazione con lo spazio, con l’ambiente, con le persone, con se stessa».

A richiamare la scultura-simbolo dell’artista sono anche i gioielli, appositamente realizzati dalla Legnaghi e il primo “Cappello d’artista” che inaugurerà la collezione LOVE dei Cappelli ad Arte di Maria Teresa Ferrari, disegnati da Giampaolo Malesani, che verranno presentati domani, giorno di San Valentino, alle 18.30 da WineFriends in via Rosa 4.

 

E’ un inno all’amore quello che la scultrice Adriana Albertini ha trasferito nell’installazione in ceramica bianca invetriata, «Eros e Thanatos», esposta alla casa di Giulietta e visitabile fino a domani, 14 febbraio. Il sentimento più importante che permea ogni essere umano molto spesso fa rima con dolore e proprio per questo l’artista gioca sugli opposti che fanno parte della vita, che ritroviamo negli ex voto suscepto, realizzati a mano con diversi motti latini di virgiliana memoria stampigliati sull’argilla, che ci ricordano l’eterno girotondo della vita e della morte.