Parla Fethullah Gülen: «Erdogan è rimasto avvelenato dal potere»

Parla Fethullah Gülen: «Erdogan è rimasto avvelenato dal potere»

SAYLORSBURG (Pennsylvania) Il settantacinquenne Gülen nega ogni responsabilità e, nella sua prima intervista a un giornale italiano, si dice sicuro che l’America lo proteggerà dalle richieste di estradizione di Ankara. Gülen vive dal 1999 in esilio auto-imposto ai piedi dei monti Pocono nella Pennsylvania rurale, tra campi di grano e vigneti, sostenitori red-neck di Trump e contadini Amish, a due ore d’auto da New York. Veniamo ammessi nel suo compound di dieci ettari: vi sorgono otto-nove grandi case, che ospitano studenti del suo movimento religioso Hizmet («il servizio»), in un terreno alberato affacciato su un laghetto. L’accesso alla proprietà è chiuso, sorvegliato da una guardia armata e da telecamere ovunque: sugli alberi, i pali, le case. La comunità è oggetto di pettegolezzi e vista con sospetto da alcuni abitanti del villaggio di Saylorsburg, che non ci sono mai entrati ma lo chiamano tra il serio e il faceto «il campo dei terroristi». Altri, come Howard Beers che per anni ha fatto lavori di costruzione nel compound, hanno un punto di vista diverso e partecipano alle cene del Ramadan, alle quali però non si vede mai Gülen. Il predicatore, citando i problemi di salute (diabete e alta pressione) accetta di rispondere alle nostre domande per iscritto.