Mostra sui Maya. "Per un organizzatore è stato chiesto il rinvio a …

Mostra sui Maya. "Per un organizzatore è stato chiesto il rinvio a …

Trasparenza e onestà, parole d’ordine del Movimento 5 Stelle anche a Verona. I pentastellati scaligeri hanno indagato anche sulla mostra sui Maya, che sarà inaugurata il prossimo 8 ottobre alla Gran Guardia. “Per l’allestimento della mostra – scrivono dal M5S – è stato concesso a titolo gratuito il piano nobile della Gran Guardia dal 12 settembre 2016 al 31 marzo 2017″.

Fin qui niente di male, se non fosse che “La mostra è organizzata da Artemisia Srl e da Kornice Srl, per il cui patron, Andrea Brunello, è stato chiesto il rinvio a giudizio per truffa aggravata a causa di una vicenda avvenuta nella città di Brescia che ha visto addirittura la revoca, nel 2012, della delega ai musei per l’ex assessore alla cultura di Brescia – informano i grillini veronesi – Brunello avrebbe incassato 790.000 € come bonus per aver superato un limite di visitatori durante una mostra su Matisse organizzata dalla società Artematica (ora in liquidazione) in collaborazione con la Fondazione Brescia Musei. Come già dichiarato da Brunello alla stampa locale bresciana, lo stesso avrebbe gonfiato il numero dei visitatori così da ottenere il bonus pecuniario. Ora, insieme al segretario della Fondazione bresciana è rinviato a giudizio per truffa aggravata ai danni di una pubblica amministrazione con udienza fissata il 6 ottobre prossimo”.

La questione quindi non è sui contenuti della mostra, come spiegato dal capogruppo pentastellato Gianni Benciolini: “La concessione del Comune di Verona prevede la gratuità e l’autofatturazione dell’iva a carico dello stesso comune pari a 16.804 euro. Non vogliamo sollevare alcun illecito da parte del Comune di Verona, stigmatizziamo però la scelta di concedere a titolo gratuito la più bella sede espositiva del nostro comune proprio per questa mostra. Viene concessa ad una organizzazione il cui direttore è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata. Per di più sottolineiamo che tale mostra è già stata proposta a Treviso, a Brescia e a Conegliano Veneto e in queste sedi non è stata realizzata. Ora approda a Verona con una decisione di giunta di tutta fretta che risale a solo il 17 agosto, proprio sotto la pausa ferragostana. Ci chiediamo: Tosi, assessore alla cultura oltre che sindaco, era a conoscenza delle vicende giudiziarie del direttore di Kornice? Era a conoscenza che all’assessore alla cultura della città di Brescia venne tolta la delega ai musei proprio per questa vicenda? Tosi sa come mai nelle altre sedi questa mostra non ha trovato casa? Quali sono le ragioni del diniego da parte di Treviso Brescia e Conegliano Veneto? Attendiamo una risposta“.