Mezza Atv ai milanesi. "Frutto avvelenato lasciato in eredità da Tosi"

Mezza Atv ai milanesi. "Frutto avvelenato lasciato in eredità da Tosi"

Cambio di proprieta in Atv, l’azienda del trasporto pubblico veronese. Metà dell’azienda resta pubblica, in mano al Comune di Verona tramite Amt. L’altra metà è ufficialmente passata dalla Provincia di Verona a Ferrovie Nord Milano (Fnm), che si è aggiudicata l’asta di vendita dell’intera quota azionaria dell’ente provinciale.

Un’operazione che prima di essere formalizzata è stata contestata non solo dalla politica ma anche da alcuni lavoratori. E i giudizi negativi arrivano sia dalla sponda veronese che da quella lombarda. “Nei prossimi cinque anni il Consiglio di amministrazione di Atv sarà a guida milanese e sarà lo stesso organismo a confermare l’attuale dirigenza – scrive il consigliere comunale di Verona Piazza Pulita Michele Bertucco – A chi ubbidiranno il presidente e il direttore generale confermati a tutti gli effetti dal Cda a maggioranza milanese? Nei prossimi anni, quelli cruciali per la messa a gara del servizio di trasporto pubblico veronese, a comandare saranno i lombardi. Nei prossimi cinque anni, il 50% di Atv posseduta da Amt conterà quanto il due di coppe quando a briscola comanda bastoni. Non era possibile, è vero, controbilanciare l’offerta di Fmn. Abbiamo anche detto che Atv era pronta per il mercato. Ma questo funesto e ridicolo patto parasociale, che garantisce solo gli uomini di fiducia di Tosi, ha di fatto regalato la governance ai lombardi, come se questi avessero acquistato la maggioranza delle quote e non solo il 50%. Nessun impegno è stato preso sullo sviluppo futuro del servizio e, a giudicare dalle denunce di inefficienze che fioccano a ovest del Garda, non ci siamo messi esattamente nelle mani migliori possibili. Verona ha bisogno di sviluppare l’intermodalità e potenziare il servizio pubblico per rimettersi in linea con la media delle città europee. Chi ci assicurerà che queste preoccupazioni saranno condivise e che si lavorerà in questa direzione? Nessuno. Questo è un altro frutto avvelenato che costituisce l’eredità di Tosi alla città“.

Dall’altra sponta è Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia ad aggiungere: “È paradossale che mentre la regione Lombardia, proprietaria di Fnm, annuncia tagli per 23 milioni di euro al trasporto locale per il 2017, la stessa Fnm sborsi 21 milioni per l’acquisto del 50% di Atv. Così mentre i cittadini lombardi vedranno un ulteriore taglio dei servizi autobus nelle periferie, serali e festivi, Regione Lombardia di fatto regala 21 milioni alla provincia di Verona della quale rileverà le quote. Quote peraltro messe sul mercato a 11 milioni di euro e comprate inspiegabilmente a quasi il doppio. Questo acquisto non risponde ad alcuna logica industriale, ma serve solo a peggiorare le condizioni di trasporto dei cittadini lombardi e ad aumentare l’influenza politica di Fnm nel lombardo-veneto per scimmiottare l’espansione monopolista delle Ferrovie dello Stato sul territorio nazionale. Anziché puntare sull’efficienza nel proprio mercato di riferimento, Fnm punta sulle acquisizioni e fino ad ora è stato dimostrato solo che col crescere delle dimensioni aziendali, crescono solo i costi di gestione, generando diseconomie di scala”.