Maria Falcone: Anche Verona a rischio mafia

Maria Falcone: Anche Verona a rischio mafia

“Quando si parla di mafia, non ci sono isole felici. Tutte le città e i paesi sono a rischio”. Lo diceva il magistrato Giovanni Falcone che per la lotta a Cosa Nostra ha pagato con la propria vita in quel drammatico attentato di Capaci del 1992, nel quale morirono anche la moglie e tre agenti della scorta. Lo ribadisce costantemente, portando avanti la battaglia del fratello, la professoressa Maria Falcone che ha incontrato le scuole medie di Peschiera, Lazise, Monzambano e Castelnuovo, alla scuola allievi di Polizia proprio di Peschiera del Garda. La professoressa Falcone ha messo in guardia anche Verona e il territorio del Lago da possibili infiltrazioni mafiose. Lontane anni luce dall’immaginario di coppola e lupara, ma più distinta, nell’eleganza di una giacca e di una cravatta.

“Certamente la mafia è diversa rispetto a com’era venti o trent’anni fa – ha spiegato Maria Falcone. Oggi la mafia fa i propria affari nelle zone più ricche, dove ci sono più possibilità di contrattazioni economiche. In particolare in quelle zone dove il turismo è molto forte, dove ci sono possibilità di guadagno. Una tecnica è la corruzione dei soggetti della società civile”.

“Diamo forza, partecipiamo uniti e con impegno per lottare contro le mafie. Questo il titolo dell’incontro alla scuola allievi di Polizia. Uno dei tanti appuntamenti ai quali partecipa la Professoressa Falcone che è proprio sui giovani che insiste per divulgare il concetto di legalità.

“Giovanni (Falcone ndr) diceva sempre che per sconfiggere la mafia, che è anche un fatto culturale, era necessario agire sui giovani, per creare una società che dismettesse quegli atteggiamenti di omertà e indifferenza che sono fondamentali per il proliferare della mafia”.

La mafia si è inabissata, ha continuano la sorella del magistrato Falcone, ha capito che le grandi stragi di sangue non hanno portato buona pubblicità. Ora più che mai, si muove al riparo da occhi indiscreti. E questo non fa che aumentarne la pericolosità.

“Noi con le nostre attività – ha detto la professoressa Falcone – tra cui la Fondazione intitolata a mio fratello, facciamo di tutto per mantenere inalterata la memoria. Che forse, però, manca un po’ alle istituzioni”.