M5S Veneto. Commissione inchiesta rifiuti speciali: quadro …

M5S Veneto. Commissione inchiesta rifiuti speciali: quadro …

“Dai lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti in Veneto

emerge un quadro assai preoccupante, che noi del M5S denunciamo da anni di fronte alla sordità di chi governa e di una politica troppo spesso connivente. Lo stato di contaminazione ambientale in cui versa la nostra regione, l’andazzo con cui vengono gestiti i rifiuti speciali e l’amianto molto spesso in maniera illecita, è un problema che non può rimanere circoscritto nei confini regionali e che il Governo deve affrontare come questione di prima grandezza”. Così commentano i deputati pentastellati Alberto Zolezzi e Silvia Benedetti, che ieri hanno illustrato in Aula i contenuti della risoluzione che impegna l’Esecutivo a dare risposte concrete ai punti estremamente critici emersi dalla Commissione di inchiesta.

 “Il Veneto è la gigantografia dell’assenza di politiche adeguate, infatti lo stato di abbandono ambientale in cui versa questa regione purtroppo non è isolato ma rappresenta una condizione più generale che riguarda ampie zone del Paese; l’aver messo sotto la lente la gestione ambientale regionale ha mostrato una figura di primo piano nel settore delle autorizzazioni ambientali, l’ing. Fabio Fior, pesantemente connivente e protagonista delle peggiori speculazioni e disastri ambientali. La Regione Veneto non ha affrontato in tempi adeguati la questione, lasciando un ruolo importante al Fior anche dopo l’inizio delle indagini, fino all’arresto del 2014. Anche oggi alcune delle aziende a cui lui faceva riferimento stanno ancora operando nel settore ambientale. A livello governativo il decreto “terre e rocce da scavo” nei testi in circolazione tende a peggiorare la gestione dei rifiuti speciali, favorendo traffici illeciti ed ecomafie. Il Veneto è vittima dell’amministrazione regionale e del Governo” dichiara Zolezzi.

 “Alla drammatica contaminazione delle acque da Pfass si aggiungono altri fattori di devastazione del territorio di cui è responsabile la politica. Dalla vicenda della costruzione della Valdastico Sud, con le imprese coinvolte nel progetto che sono indagate per aver interrato rifiuti pericolosi, ai 485 siti che sono stati prima contaminati e poi abbandonati, alla discarica di Ca’ Filissine, nel comune di Pescantina, in cui si vuole condannare i cittadini ad accettare 1.700.000 metri cubi di rifiuti speciali per tentare di risolvere un gravissimo disastro ambientale. E la lista purtroppo, come si legge negli atti della Commissione, è molto lunga” aggiunge Benedetti.

 “Nei prossimi giorni la risoluzione verrà votata. La nostra speranza è che ci sia da parte del Governo un sussulto di responsabilità nel rispetto di una popolazione che invece di essere risarcita continua a pagare per errori commessi da altri” concludono i due parlamentari.