L’Hellas va in B Setti: «Siamo pronti a ripartire»

L’Hellas va in B Setti: «Siamo pronti a ripartire»

La B non è un punto di rottura. Ma di ripartenza. La B è la nuova sfida da vincere di Maurizio Setti. Il presidente dell’Hellas Verona ha parlato ieri (Sky Sport, Mediaset e pure Milan Channel) poco prima della sfida con i rossoneri che ha sancito, nonostante la vittoria e la prova gagliarda, la retrocessione dei gialloblù. Complice la vittoria del Carpi. Il patron dell’Hellas ha voluto puntualizzare alcuni aspetti della sua nuova strategia. In estrema sintesi: c’è un futuro, le idee sono in fase di costruzione, i nomi al vaglio. Il Verona è work in progress, ma vive di speranze e non di depressioni.

IL DIRETTORE. Tra i vari punti caldi, uno tocca direttamente Riccardo Bigon. Resta o chiude il suo rapporto con la società di via Belgio? Così Setti: «Bigon? Ha un contratto, resta con noi». Una porta si apre, un’altra si chiude. «Sogliano? No a un cavallo di ritorno». Dovrà essere chiarito poi anche un altro aspetto importante: Andrea Mandorlini, timoniere del salto dalla C alla A, è ancora sotto contratto. Può essere preso ancora in considerazione? Ci sarà tempo per capirlo.

BANDIERE. Poi ci sono i giocatori. Toni? Pare possa chiudere qui la sua avventura veronese. E il Pazzo? Il contratto è lungo, lui pare blindato. Ieri si è distinto per impegno e onore. «A breve» ha aggiunto Setti «prenderemo delle decisioni sui giocatori che vogliono rimanere o andare. Sono pronto per il futuro: ripartiamo eccome, onorando fino in fondo questo campionato. Pazzini? È stato sfortunato, dopo la forma non è arrivata. Poi ha giocato come alternativa a Toni e non è mai riuscito a esprimere il proprio lavoro». Si guarda indietro il presidente, ripercorre veloce tutta la stagione.

STAGIONE. Non sono mancati di certo gli errori. Il Verona che soffre, arranca, rincorre, cade più volte e retrocede è figlio senz’altro di una gestione che quest’anno non ha portato punti e garanzie arrivate invece puntualmente nelle stagioni precedenti. Giusto puntualizzarlo. Giusto anche ripartire subito. Considerado anche il punto di vista di Setti: «Questo è stato un anno sfortunato, insistiamo lavorando sempre con il massimo dell’entusiasmo. Ci sono ancora da giocare tre partite, bisogna che si tiri fuori l’orgoglio per dimostrare che i ragazzi hanno altre qualità rispetto a quello che dice la classifica. Dobbiamo ripartire in modo migliore, anche per il prossimo anno, vedendo chi avrà voglia e chi invece vorrà andare. La porta sarà aperta, noi dobbiamo fare in modo che questo fine di campionato non sia tragico, ma di grande spessore». E la vittoria contro il Milan è già stato un primo segnale. Di orgoglio e di onore. Vittoria esaltante. Che vale per il cuore. Solo per il cuore.

FILOSOFIA. Non si distrugge, si cambia. Per progredire. E per evitare di fare “tabula rasa“. Così Setti: «Questa è sempre stata la nostra caratteristica, io ho sempre cercato di fare bene. L’amarezza aumenta, la gente da fuori non può immaginare: il Verona era undici anni che non giocava in A, abbiamo fatto due anni anche molto belli. Quest’anno si sono accumulate varie cose». E Toni e Delneri? «Ci troveremo, si valuterà. Penso che entrambi hanno dimostrato cosa possano fare, noi ripartireMO con umiltà, questa piazza merita i palcoscenici più importanti del nostro calcio».