«La Verona Noir» Andrei uccide mamma e sorella

«La Verona Noir» Andrei uccide mamma e sorella

«Da una parte lui è quello che mi ha tolto tutto, d’altra è mio fratello.Deve passare del tempo per sapere se potrò perdonare». Così Oana Maria la sorella di Andrei Filip, il ventenne che ha ucciso la mamma e la sorellastra undicenne ad Albaredo d’Adige dopo l’ennesimo litigio.

 

Il giovane, con la complicità della sua fidanzatina di allora, un minorenne romena, ha poi fatto a pezzi entrambe le donne, le ha messe in alcune valigie e gettate in Adige. Il ragazzo era poi andato in Romania dal padre e a riaccompagnare a casa la ragazzina, quindi era rientrato nella Bassa Veronese dove ad attenderlo c’erano i carabinieri che fin dall’inizio avevano sospettato di lui. Dopo qualche ora di interrogatorio il giovane aveva reso piena confessione.

 

A «La Verona Noir», su Telearena, oggi, dopo le 21, la conduttrice Silvia Beltrami, la giornalista Alessandra Vaccari tornano a parlare di questo caso a pochi giorni dal processo. In studio i carabinieri che seguirono le indagini, il capitano Lucio de Angelis comandante della compagnia di Legnago, il luogotenente Mauro Tenani comandante del Nucleo operativo di Legnago, ma anche il funzionario dei vigili del fuoco Paolo Foresti che con i suoi colleghi per giorni cercò nell’Adige i resti di quei corpi. Con loro padre Gabriel Codrea, prete ortodosso e riferimento per la comunità romeno ortodossa veronese.

 

In collegamento telefonico invece la sorella del duplice assassino e il suo avvocato, Roberto Rigoni Stern che a processo cercherà di non far pronunciare una sentenza d’ergastolo per il suo assistito. «Andrei è un ragazzo solo, noi avvocati siamo il suo unico punto di riferimento. Gli è stata negata affettività da piccolo e all’epoca dei fatti nella sua testa la madre voleva negargli l’affettività della fidanzatina.

 

La perizia psichiatrica ha dimostrato che il giovane soffre di alcune turbe. Non sarà una difesa facile, certo, ma stiamo parlando di un ragazzo di vent’anni cui dev’essere data la possibilità di redimersi. Lui in carcere sta studiando, ha preso la licenza elementare e adesso farà quella media. È un giovane che dev’essere seguito, pur consapevoli che ha commesso un reato gravissimo».