La produzione veronese accelera: "L’expot tira e il mercato interno …

La produzione veronese accelera: "L’expot tira e il mercato interno …

L’ultima indagine sulla produzione scaligera, eseguita da Confindustria Verona, evidenzia numeri più che positivi per l’ultimo scorcio del 2016.

Secondo l’associazione, è in netta crescita la produzione industriale che dopo due trimestri di stabilità segna un +2,04%: era da dicembre 2015 che non si registrava un incremento di oltre due punti percentuali.
Un dato che si accompagna a un incremento delle vendite su tutti i mercati, in particolar modo quello domestico che si trova ora in fase di recupero (+4,54%).

Le previsioni per il prossimo trimestre prospettano un ulteriore crescita della produzione al +2,48%, creando un clima di grande positività: infatti solo un imprenditore su dieci si aspetta una diminuzione dei livelli produttivi.
Analizzando le previsioni infatti le prospettive degli ordini relativi al mercato domestico tornano a registrare il segno “più” (+0,37%). Migliori invece le aspettative di incremento per i mercati esteri, che arrivano a +1,35%. Nel complesso quindi il comparto dei servizi conferma una situazione di crescita stabile.

Sul fronte internazionale i dati indicano che la ripresa globale, in atto da metà 2016, non tradisce le attese positive e il 2017 potrebbe diventare il primo anno dal 2011 in cui le previsioni siano non solo confermate ma addirittura ritoccate all’insù – ha affermato Michele Bauli, Presidente di Confindustria Verona -. Una crescita a cui contribuiscono sia i paesi avanzati sia gli emergenti. La produzione manifatturiera è vista un po’ ovunque in rapida crescita trainata dal commercio estero.
Segno di un ritrovato slancio è il dato sugli investimenti – ha proseguito Bauli -. In particolare il Centro Studi Confindustria ha individuato segni concreti dell’avvio di un nuovo ciclo internazionale di acquisti di macchinari e impianti, alimentato da maggiori aspettative di domanda, condizioni finanziarie molto favorevoli e saturazione della capacità esistente.
Non possiamo tuttavia non ignorare fattori di rischio che rimangono alti come il diffondersi del protezionismo e l’incertezza politica dovuta a elezioni importanti in programma in Europa.
In questo contesto nel nostro Paese la situazione è caratterizzata da fattori estremi. Il lato positivo è dato dall’export che avanza e dagli investimenti che per macchinari e mezzi di trasporto hanno segnato nel 2016 un +7,6% testimonianza che la politica industriale del Governo funziona e le aziende rispondono bene. Il lato negativo rimane una crescita che su scala nazionale rimane ancora troppo debole e il panorama politico incerto.
A Verona il trend internazionale è confermato con il 2016 che si è chiuso con tutti segni più e un 2017 che si è aperto in un clima di previsioni positive con nove imprenditori su dieci che si aspettano o stabilità o crescita della produzione nel primo periodo dell’anno. Tuttavia in linea con il contesto nazionale non possiamo ancora parlare di un diffuso ottimismo perché i dati sul clima di fiducia ci disegnano una situazione all’insegna dell’equilibro con il dato che ancora non arriva alla sufficienza (5,60 in una scala da 1 a 10). Se da un lato perciò le imprese veronesi e le loro produzioni sembrano agganciate ai trend europei dall’altro risentono di tutti i punti deboli del nostro Paese.