Jacopo e la moglie di nuovo a Verona: «Voglio dimenticare»

Jacopo e la moglie di nuovo a Verona: «Voglio dimenticare»

Jacopo Bioni tiene per mano Martjna, stretta, per non farsela sfuggire un’altra volta. In otto giorni sono sopravvissuti a due attentati: a quello di Istanbul lei, decollata dall’aeroporto turco un’ora prima dell’agguato, e a quello del Bangladesh lui, fuggito dai terroristi responsabili della strage al ristorante di Dacca. Ieri sono tornati a casa, a Verona. Sono scesi dalla stazione di Porta Nuova con due grandi valigie, uno zaino e nella testa una manciata di orribili immagini della notte della strage all’Holey Artisan Bakery, il ristorante nel quale Jacopo lavorava come cuoco. “Ora voglio solo dimenticare”, dice lui, “mi hanno chiesto di incontrare i parenti delle vittime dell’attacco, ma non me la sento. Se non provo a dimenticare rischio di andare fuori di testa”, sottolinea il 34enne, abbracciando Martjna che, a dicembre, gli darà un figlio.