Ipab, arrestato il presidente Tumicelli L’accusa è di turbativa d’asta

Ipab, arrestato il presidente Tumicelli L’accusa è di turbativa d’asta

VERONA

Ipab, arrestato il presidente Tumicelli
L’accusa di turbativa d’asta

Villafranca, appalti sospetti alla casa di riposo Morelli Bugna. Nei guai anche il direttore e altre sette persone. Inchiesta della finanza

VILLAFRANCA Quella che lo ritrae, con tanto di guanti, mentre posa la prima, simbolica, pietra della nuova ala sud diventata la sua foto preferita: tanto da usarla come profilo su Facebook. Ora, per quella ristrutturazione a lungo attesa rischia di finire nei guai e con lui altre otto persone. Lui Davide Tumicelli, 27 anni, enfant prodige della politica veronese, candidato sindaco alla tenera et di 23 anni in un comune popoloso come quello di Villafranca. Proprio grazie a quella candidatura e poi al sostegno – rivelatosi strategicamente vincente – al sindaco uscente Mario Faccioli, riconfermato al ballottaggio, aveva ottenuto la presidenza della casa di riposo Morelli Bugna.

Una struttura finita sotto la lente della guardia di finanza di Verona, che dopo indagini durate mesi, ieri mattina ha eseguito diverse misure cautelari e interdettive. La pi grave riguarda proprio Tumicelli, che ora si trova agli arresti domiciliari. C’ poi l’obbligo di firma per una donna, Luciana Fasoli, che si ipotizza essere il tramite tra l’ente e un imprenditore, Giuseppe Vallone, originario di Isola di Capo Rizzuto (Crotone) e titolare di una ditta a Castel d’Azzano, per accordarsi su come aggiustare una gara d’appalto. Infine, sette persone (tra cui due imprenditori: oltre a Vallone, Mattia Serpelloni, titolare di un’altra aziende edile) sono stati interdetti dalle attivit professionali. Nell’elenco risultano anche due ingegneri che lavorano per l’Ipab e alcuni tra il personale esterno della casa di riposo. Nei guai anche il direttore generale, Carlo Gagliardoni, per il quale scattata la sospensione, sempre per dieci mesi, dall’esercizio di pubbliche funzioni.

Sono due gli appalti sospetti per i finanzieri del nucleo di polizia tributaria. Il primo, quello grosso, riguarda l’affidamento dei lavori di adeguamento per l’ala sud: un progetto dal costo di quattro milioni, di cui tre sarebbero andati alla ditta edile. Solo per questo appalto, per, sarebbero ben due gli episodi che consentono di ipotizzare il reato di turbativa d’asta. Prima di Vallone, infatti, un’altra ditta risultata vincitrice: si tratta della Serpelloni Spa, di Villafranca. Tra le prove in mano alla finanza ci sarebbe un documento in formato pdf inviato in anteprima alla ditta, con tutte le anticipazioni del bando. La ditta avrebbe poi risposto con delle correzioni .

Fatto sta che l’affare – sempre che ci sia stato – saltato. Alla Serpelloni Spa non sarebbero andati bene i termini di pagamento: non solo denaro, ma anche una serie di immobili in permuta: quattro appartamenti del valore di 579 mila euro, che si trovano a Verona, in via Colonnello Fincato e un terreno agricolo a Villafranca valutato 246 mila euro. a questo punto che entra in gioco Vallone, contattato – si ritiene – tramite la signora Fasoli. La ditta di Castel d’Azzano avrebbe avuto come vantaggio un ribasso estremamente favorevole, prossimo al nulla. Appena lo 0,003% in meno rispetto al bando originario. In cambio, Tumicelli, avrebbe ottenuto la promessa verbale di un incarico importante presso una struttura sanitaria privata lombarda, grazie a una rete di conoscenze vantata dall’imprenditore.

Il secondo episodio su cui si indaga del valore di 40 mila euro: sembrano poca cosa rispetto a tre milioni. Ma la cifra non casuale: l’importo che non deve essere superato per indire un appalto senza ricorrere a una gara. A beneficiarne un’altra ditta villafranchese: la Mazzi impianti. Secondo l’ipotesi della guardia di finanza, si tratterebbe di una sorta di risarcimento, per essere stata esclusa da una gara precedente. I vertici della Morelli Bugna, per questo errore sarebbero stati sottoposti a una serie di pressioni, anche da ambienti politici. Per metterci la toppa avrebbero ideato, senza che ci fosse una reale necessit, una gara per la risistemazione degli impianti termici e di climatizzazione della casa di riposo. Lavori, per i quali, la Mazzi non risulterebbe nemmeno avere le dovute certificazioni, tant’ che avrebbe dovuto ricorrere a un subappalto.Secondo voci di corridoio, il pubblico ministero Beatrice Zanotti avrebbe ipotizzato misure pi pesanti (si parla di carcere e di arresti per diverse persone), poi attenuate dal gip Luciano Gorra in quanto tutte le persone coinvolte sono incensurate. Caso raro, la sospensione dalle attivit non solo per gli iscritti a ordini professionali, ma anche per imprenditori privati, che non potranno gestire per i prossimi dieci mesi la loro attivit.