Ikea vuol aprire l’anno prossimo ma tutto è nelle mani di Zaia

Ikea vuol aprire l’anno prossimo ma tutto è nelle mani di Zaia

VERONA

Ikea vuol aprire l’anno prossimo
ma tutto nelle mani di Zaia

L’ad del colosso svedese ribadisce l’impegno. L’insediamento alla Marangona e l’ostacolo Regione

VERONA Entro il 2017 prevista l’apertura del nostro nuovo negozio a Verona. Belen Frau, amministratore delegato di Ikea, getta il cuore oltre l’ostacolo, e in un’intervista al Corriere della Sera annuncia che il grande progetto, di cui si parla da anni, vicino al traguardo. Ma un ostacolo, in realt, ancora c’. E si chiama Regione Veneto. Sia i vertici della multinazionale che il Comune di Verona, sono infatti prontissimi. Le carte sono tutte compilate, i terreni necessari – nella grande area della Marangona – sono stati tutti opzionati: oltre a quelli gi di propriet del Consorzio Zai, infatti, sono stati acquisiti anche quelli dei proprietari privati confinanti, coi quali sono stati stipulati i relativi i preliminari d’acquisto, mentre il Consorzio Zai ha fatto preparare il necessario Piano Urbanistico. E la dichiarazione di Belen Frau sembra essere frutto di questa situazione. Come dicevamo, per, resta da superare l’ultimo ostacolo, quello della Regione Veneto, cui adesso dovr essere inoltrata la domanda per ottenere l’ultimo, definitivo permesso d’insediamento.

Lo strumento sar probabilmente quello di un Accordo di programma, che sar presentato forse unitariamente da Comune e Consorzio Zai, ma che dovr ottenere il via libera, con un’apposita Conferenza dei servizi, anche dalla Regione. E il rischio che (com’era accaduto per l’arrivo di Esselunga davanti alla Fiera) in mezzo ai problemi tecnici s’infili qualche problematica politica, legata al feeling non certo ottimale che oggi esiste tra Luca Zaia e Flavio Tosi. Al di l di questo, resta la volont di Ikea di andare avanti col progetto, che prevede di utilizzare, appunto, nella zona della Marangona confinante col Quadrante Europa, un’area di circa 280mila metri quadrati portandovi sia il nuovo centro vendita che il cosiddetto Inter- Ikea. Come si ricorder, l’ipotesi iniziale era quella di fare arrivare la multinazionale nell’area degli stabilimenti ex Biasi (Fondver), fra Borgo Roma e Ca’ di David.

Dopo una serie di trattative estenuanti (compreso un secco invito di Tosi ad accelerare i tempi) quel progetto era alla fine andato in fumo, sia per alcuni problemi tecnici (la bonifica sarebbe stata costosissima) che per le divisioni esistenti tra i proprietari dell’area sul prezzo di vendita dei terreni. A quel punto si era cambiata strada, ed il 3 giugno scorso la giunta comunale aveva espresso parere favorevole all’intesa tra Consorzio Zai e Ikea per un insediamento dell’azienda svedese in un’area di 280 mila metri quadri alla Marangona. In quell’occasione, il sindaco Flavio Tosi aveva ribadito che l’insediamento Ikea a Verona porter pi di mille nuovi posti di lavoro. In cambio del via libera, Ikea dovrebbe realizzare anche un nuovo sistema viabilistico d’accesso a Verona Sud, compresa la bretella sulla statale 12 per liberare dal traffico Ca’ di David. Tornando all’intervista della numero uno di Ikea al Corriere della Sera, Belen Frau ha reso noto che la multinazionale ha in programma in Italia l’apertura di due negozi a Roma e Milano, oltre a un cosiddetto punto di ritiro a Cagliari in Sardegna per gli acquisti a distanza.

Le 350 assunzioni attese entro quest’anno che potrebbero moltiplicarsi nei prossimi tre anni, comprese ovviamente quelle veronesi. L’Italia – ha aggiunto – diventata il terzo Paese fornitore del colosso svedese al mondo, dopo Cina e Polonia e proprio il Veneto la regione da cui Ikea compra di pi in assoluto . La stessa Frau ha ricordato peraltro che per la parte commerciale dobbiamo chiedere le autorizzazioni alla Regione. Ma ovviamente ogni regione, qui in Italia, ha la sua normativa. Non solo: l’apertura di un punto vendita deve passare al vaglio della conferenza dei servizi e bisogna intervenire anche sulla viabilit di prossimit. Una volta – ha concluso – ci hanno chiesto di costruire un ponte. Una follia.