I sindaci veneti uniti al governo: "Per la sicurezza ci servono …

I sindaci veneti uniti al governo: "Per la sicurezza ci servono …

Il ruolo degli amministratori locali e il governo delle città sono stati venerdì sera al centro dell’appuntamento conclusivo della seconda giornata del Festival della politica, l’ormai consueta manifestazione, promossa da Fondazione Pellicani e Comune di Venezia con il supporto di Fondazione di Venezia, Camera di Commercio e Vela, in programma a Mestre e dintorni fino a domenica 11 settembre. Protagonisti del dibattito, moderato dal direttore di Rete Veneta, Luigi Bacialli, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e i primi cittadini di Vicenza, Achille Variati, Treviso, Giovanni Manildo, e Verona, Flavio Tosi. 

Ad aprire la serata è stato il confronto sui temi delicati della sicurezza e del decoro, rispetto ai quali i quattro sindaci hanno sottolineato in modo unanime l’insufficienza degli strumenti a disposizione dei Comuni. “La lotta al degrado nelle nostre città – ha esordito Brugnaro – passa anche attraverso la certezza della pena. Ai sindaci servono maggiori poteri per poter punire in maniera efficace chi non rispetta le regole del vivere civile”. La sanzione amministrativa – hanno fatto eco Variati e Tosi – da sola è inefficace, tanto più che, nella maggior parte dei casi, non viene nemmeno pagata. In tema di sicurezza – ha sottolineato Manildo – è importante lavorare in collaborazione con prefetto e questore e stimolare forme di sicurezza partecipata e di controllo reciproco. “Significativa – ha spiegato Brugnaro – è stata la risposta dei cittadini veneziani al recente lancio del progetto di controllo di vicinato: in meno di un mese, si sono rese disponibili quasi 400 persone”.

Il dibattito si è poi spostato sui temi legati all’immigrazione, soffermandosi in particolare sul delicato equilibrio tra accoglienza e necessità di rispetto delle regole da parte di tutti, e sul ruolo dell’Europa nella regolamentazione dei flussi migratori. “Il clima in Europa – ha ribadito Brugnaro – è cambiato: con la chiusura dei confini da parte di molti Paesi europei, molti più migranti di un tempo finiranno per fermarsi in Italia invece che proseguire per raggiungere altri Paesi come avveniva in passato. Serve un piano emergenziale che garantisca ospitalità ai veri profughi e consenta di rimpatriare chi non lo è. Venezia, come ci insegna la storia, ha sempre ospitato tutti, ma chi viene accolto, in un’ottica di reale integrazione, deve rispettare le regole”.

Di prospettive e futuro della città metropolitana si è parlato nell’ultima parte della serata. “Oggi il divisionismo territoriale – ha  dichiarato il primo cittadino di Venezia – non ha senso. Bisogna ragionare in ottica metropolitana, dare unità a un’area che ha molti elementi in comune ma che attualmente è frammentata e, quindi, più debole. Il rilancio economico e industriale di questi territori, la loro competitività a livello più ampio, passa anche attraverso il superamento di un provincialismo che è ormai antistorico. E in questo Venezia, ‘marchio’ riconosciuto in tutto il mondo, può fare da elemento catalizzatore, non solo per i 44 Comuni che ora compongono la Città metropolitana, ma anche per tutti quelli limitrofi che vorranno unirsi”.

Dopo un ultimo passaggio sulla questione delle banche popolari e sul dramma delle migliaia di piccoli risparmiatori truffati, la serata si è conclusa con un appello ai sindaci delle maggiori città del Veneto, lanciato da Variati, a lavorare insieme. “Raccolgo l’invito – ha concluso Brugnaro. Dobbiamo pensare al bene dei cittadini e fare i loro interessi. I primi a dover dare l’esempio siamo proprio noi”.