I Kraftwerk all’Arena di Verona: Neonlicht mit Taschenrechner ..!

I Kraftwerk all’Arena di Verona: Neonlicht mit Taschenrechner ..!

Un viaggio nelle arti visive del secolo scorso, accompagnate da sonorit elettroniche: il futuro ieri, oggi e per sempre. Pubblico trigenerazionale ed eterogeneo, forgiato da oltre 40 anni di attivit del combo teutonico!

Ja tvoi sluga, ja tvoi Rabotnik .. Nobody owns me.. Nobody sells me.. We are the robots / We are the robots ..

Non c il tutto esaurito, ma assistere ad un concerto dei Kraftwerk comunque un evento che raccoglie un buon numero di spettatori e lanfiteatro romano, pochi minuti prima dellinizio del concerto, offre comunque un bel colpo docchio, reso ancora pi colorato dal fatto che quasi tutti, indossano gli occhialini, per la visione degli effetti in 3D. Puntuali come dei tedeschi, i quattro uomini macchina (di cui lunico sopravvissuto della formazione originale Ralf Hϋtter), alle 21 e 21, si dispongono sul palco privo di ogni tipo di scenografia, dritti in piedi davanti alle loro tastiere elettroniche e mentre il maxi schermo alle loro spalle, proietta immagini, sempre in simbiosi con la musica, si viene immediatamente avvolti dalla grandezza dellevento.

Gli occhialini, distribuiti diligentemente allingresso, fanno la loro parte e ci permettono di cogliere ogni momento. Sono sufficienti pochi minuti per capire che a nessuno interessa sapere la scaletta dei brani, anche se i pi noti The Man Machine, Autobahn, The Robots e la lunga Tour De France, vengono sicuramente applauditi pi di altri, ma linsieme a catturare i pubblico eterogeneo, anche in fatto di et.

Mentre scorre il concerto, si ha la certezza che la musica non stata mai cos connessa all’immagine, al concetto di arte, di rivoluzione estetica e tra immagini di ruote di biciclette che girano, automobili che viaggiano spedite, treni che sfrecciano, aerei che volano, satelliti che saettano e ci ontrollano, la musica dei Kraftwerk, sembra una metafora del tempo, umano e geologico, che scorre. I Kraftwerk pi di 40 anni fa, avevano capito che l’uomo dell’era industriale una macchina e lo hanno raccontato alla loro maniera, da sovversivi sonori, con testi semplici e penetranti, aggiornati anche alle brutture pi recenti, nucleari e di guerra.

Teutonici e squadrati, ma liberi di esplorare tra computer primitivi ed intuendo ci che la tecnologia avrebbe permesso di raggiungere, i tedeschi ci hanno proiettato nel futuro. Assistere ad un loro concerto come vagare in una galleria d’arte, accompagnati da sonorit cibernetiche, che suonano sempre avanguardiste, con una computer grafica volutamente vintage e proprio per questo straordinaria. E la visione in 3D non mai stata una forzatura, ma un completamento.

Il fatto che il pubblico presentasse gente di ogni et e dai gusti musicali di ogni tipo, dimostra che alcune volte i geni vengono capiti. Possiamo tranquillamente dire che abbiamo assistito ad un pezzo di storia dell’arte moderna, ma anche antica. Indimenticabile.

Scaletta del concerto:
– Numbers/Nummern
– Computer World/Computerwelt
– It’s more fun to computer / Heimcomputer
– Computer love/Computerliebe
– Pocket calculator/Taschenrechner
– The men machine/Die mensch machine
– Spacelab
– The model/Das model
– Neon light/Neonlicht
– Autobahn
– Tour de France
– Radioactivity/Radioaktivitt
– Electric cafe
– Medley: Trans Europa Express, Metal on metal/Metall auf metall
The robots/Die roboter
– Planet of visions
– Medley: Boing noom tshak/Tecno pop/Musique non stop

(Foto di Alessandro Palvarini)

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