«Hellas promosso a marzo, Pecchia ricorda Zeman»

«Hellas promosso a marzo, Pecchia ricorda Zeman»

 

Daniele Barone, volto noto di Sky Sport, conosce la serie B come pochi. La sua squadra, quella del sabato in tv, non teme confronti. In studio per la Sky serie B la bella e spigliata Diletta Leotta a stimolare la conoscenza di Gianluca Di Marzio e Luca Marchegiani. Barone ama lavorare sui campi, in esterna, anche se a volte si rischia voce e salute. «Già» scherza un po’, «sono raffreddato, qualche giorno di riposo a casa ci voleva eccome». D’altronde anche la striscia quotidiana sulla cadetteria a «Campo Aperto» si è concessa, complice la sosta, un po’ di vacanza. «Abbiamo un buon seguito ogni sera alle 19,30, dal lunedì al venerdì. E proprio vero che la serie B è il campionato degli italiani».

 

Come sta il Verona?

«La capolista sta bene.Forse aveva illuso di poter ammazzare il campionato, ma le gare con Novara e Cittadella l’hanno riportata sulla terra. Credo che i gialloblù abbiano avuto un passaggio a vuoto più psicologico che fisico o strutturale. La classifica non mente e poi ha anche il capocannoniere. Meglio di così

Pazzini oscura tutto e tutti, Ganz compreso…

Il Pazzo è impressionante. Lui è il fuoriclasse non solo del Verona, ma della B tutta. L’anno scorso esplose Lapadula, ma il discorso è diverso. Pazzini era un top player. Lui ha affrontato da subito la B per il verso giusto, calandosi anima e corpo. Non era facile per uno del suo passato. Ganz resta un ottimo attaccante come ha dimostrato al Como. Lo vuole mezza serie B e qualche squadra di serie A, però non credo lasci Verona. Può «rubare» molto al Pazzo stando con lui e può avere ancora spazio.

È tornato a certi livelli Bessa ed il Verona vola…

Bessa è stata una piacevole sorpresa, perchè a Bologna aveva fatto panchina ed anche a Como aveva avuto un rendimento scostante. Si vede che Pecchia gli ha dato la giusta collocazione

L’Hellas subisce troppo e Pecchia è stato criticato…

Lui a me piace molto. Ha la scuola di Benitez. Secondo me assomiglia un po’ a Zeman. In fin dei conti l’importante è vincere. Non importa se 4 a 3 o 5 a 4. Abbiamo intervistato Setti, dopo la vittoria sul Cesena e ci ha rivelato di come Pecchia lo colpì subito al primo incontro. Non crdeo che l’Hellas avrà dei problemi, già a marzo potrebbe avere spiccato il volo verso la serie A.

Quindi le tue favorite?

Verona, Frosinone e Spal.

La squadra rivelazione?

Tre delle quattro neo promosse in B, anche se il Cittadella con meno mezzi, sta dimostrando grandi cose.

Il giocatore che più ha sorpreso finora?

Sono in molti quelli che mi hanno impressionato però alla fine dico Beghetto del Cittadella, anche se dovrebbe andare al Genoa già in questi giorni di mercato di riparazione.

Torniamo al Verona, i tifosi come si stanno comportando?

Dovete dirmelo voi. Per noi sono un dato acquisito. Loro tifano l’Hellas a prescindere, direi unici. Ricordo quando invadevano in senso buono i campi della Lega Pro, un vero spettacolo. Ero a Cittadella quando il Verona perse 5 a 1. Certo non erano contenti, ma hanno sostenuto la squadra sino alle fine. In casa con l’Entella, la squadra non girava ed è partito qualche fischio. Mi sono sono sorpreso, ma è stato qualcosa di isolato. La curva Sud è un tutt’uno con Verona e il Verona. Loro meritano la promozione, ma stiamo dicendo delle banalità, come si fa a dire il contrario. Non c’è un collega di Sky che abbia avuto un impatto diverso dal mio.

L’Hellas ha bisogno dei ritoccare la squadra?

Avete usato il verbo giusto. Credo che la squadra disegnata da Setti e Fusco sia un meccanismo perfetto. Ribadisco a meno che non vi sia un suicidio collettivo, ma i gialloblù torneranno subito in serie A. Hanno avuto solo quel passaggio a vuoto con 9 reti al passivo in pochi giorni.

E a dirvi la verità anche nelle ultime gare, pur meritando e giocando bene, si è visto ancora qualcosa. Qualche piccolo timore, ma la sosta farà bene e l’Hellas sarà imprendibile, fin dall’arrivo della bella stagione.

Da qui la necessità di non andare a toccare troppo gli equilibri che Pecchia è riuscito a creare fuori e dentro il campo.