Gli "schiaffi" di Papa Bergoglio a «Diretta Verona»

Gli "schiaffi" di Papa Bergoglio a «Diretta Verona»

Debutta, a Verona, il Festival Biblico. E proprio questo è stato lo spunto iniziale della puntata di «Diretta Verona», la trasmissione di approfondimento di Telearena condotta da Mario Puliero, dedicata a «Gli “schiaffi“ del Papa». 
Ospiti in studio don Carlo Vinco, parroco del tempio Votivo, e Mario Allegri, già ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’università di Verona e docente del master in Antropologia e Bibbia attivato dalla Facoltà Teologica del Triveneto con l’ateneo. Con loro Stefano Filippi, inviato de Il Giornale, e Paola Tonussi, scrittrice e animalista: il suo libro con la storia del cane «Boonrod» sarà in edicola con L’Arena da sabato 21 maggio. Commentatore della puntata il giornalista Alfredo Meocci, mentre dal suo studio è intervienuto il direttore de L’Arena, Maurizio Cattaneo.
E la presenza di un’animalista in studio non è un caso. Al centro della discussione sono infatti le più recenti esternazioni del Pontefice tra cui quella con riferimenti proprio agli animali. «Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti ai cani che poi lascia solo e affamato il vicino. No, per favore no!», ha detto in maniera accorata Bergoglio, che solo poche ore dopo, davanti all’assemblea della Cei riunita sul tema del «rinnovamento del clero», ha indicato ai vescovi il suo modello di sacerdote: quello che ha uno «stile di vita semplice ed essenziale», che lo renda credibile agli occhi della gente. 

Si comincia con don Martino Signoretto, che presenta la quinta edizione del Festival Biblico (partito da Vicenza e ormai diffuso in tutto il Triveneto) e gli eventi collegati che coinvolgono il territorio, dai ristoranti (con i menù “biblici”, “perchè nutrire il corpo vuol dire nutrire lo spirito”), ai grandi ospiti internazionali. E il focus di quest’anno, che sono proprio gli animali, con iniziative anche al Parco Natura Viva.

Il riferimento è subito alla frase sugli animali. La commenta il direttore de L’Arena, Maurizio Cattaneo: “Effettivamente c’è chi spende moltissimo per gli animali domestici e poi non si cura della povertà che ha intorno”. Aggiunge Don Vinco: “Una signora mi ha chiesto se poteva portare il cane in chiesa. Io le ho risposto: “E’ sicura che lui voglia venire?””. Eppure per la scrittrice e animalista Paola Tonussi “gli animali non sono creature di serie B. Sono componenti della famiglia. L’importante è non travalicare i limiti”. Niente eccessi, insomma, come quella “concezione disneyana dell’animale che lo ridicolizza in maniera offensiva”, cui fa riferimento Allegri.

Secondo Filippi, “questa frase del Papa serviva più che altro a portare l’attenzione sul dramma della solitudine: spesso non si sa nemmeno chi sia il vicino di pianerottolo”. Condivide Meocci, che definisce Bergoglio un “picconatore mediatico”, per la potenza comunicativa delle sue esternazioni.

In collegamento dall’evento di apertura del Festival Biblico in Gran Guardia, interviene il vescovo Zenti: “Noi vescovi condividiamo il discorso del Papa, che invita a utilizzare le strutture della Chiesa per contrastare la povertà. Non si dica che c’è contrapposizione tra il Papa e i vescovi: siamo in sintonia”. “Dopo scandali come quello dell’attico del cardinal Bertone”, è la lettura del direttore Cattaneo, “queste frasi servono però a dire al mondo che la Chiesa sta cambiando”.

Secondo Allegri, “in questo momento di transizione un tradizionalista si sentirà più vicino alla Cei e a Bagnasco, che non a questo “Papa del dire””. Ma per don Vinco, “le parole del Papa sono sono soprattutto un indirizzo spirituale. E poi questo Papa una rivoluzione l’ha già fatta: oggi lo ascoltano migliaia di persone, anche di altre religioni”. Proprio su questo punto interviene ancora Allegri: “I messaggi di Bergoglio sono utili per i praticanti, ma creano confusione negli altri, che si aspettano conseguenze rivoluzionarie, come quando dice che non è nessuno per giudicare i gay. Si aepetterebbero delle decisioni, delle svolte pratiche che ancora non ci sono perché siamo ancora fermi in mezzo al guado”. Conclude Don Vinco: “Forse non costruirà una Chiesa nuova, papa Francesco. Comunque sta costruendo il regno di Dio”.