Giovani e politica: «Trovare l’incontro tra esperienza e idee»

Giovani e politica: «Trovare l’incontro tra esperienza e idee»

«Adesso parliamo noi: ecco la Verona che vogliamo». È questo il tema della trasmissione «Diretta Verona»,  andata in onda su Telearena e in streaming sul nostro sito larena.it, per offrire spazio ai giovani che per la prima volta andranno a votare l’11 giugno per le elezioni amministrative in città.

 

In studio ospiti ragazzi dell’ultimo anno di liceo e dei primi anni dell’università che si sono confrontati sulle scelte politiche per la città, sulle priorità secondo il loro punto di vista, sui centri commerciali, sull’utilizzo dell’Arena per opera lirica e concerti, sulla viabilità e le nuove soluzioni di mobilità.

 

Punti di vista che vanno dai desideri per una città che possa offrire ai giovani maggiori opportunità alle preoccupazioni per un futuro ricco di insidie e che potrebbe portarli anche lontano da Verona. Anche «Calcetto o curriculum», la discussa uscita del ministro del lavoro Poletti ha trovato spazio nel dibattito  condotto da Mario Puliero con la partecipazione del direttore del giornale L’Arena Maurizio Cattaneo e del giornalista Alfredo Meocci

 

 

IL DIBATTITO

I centri commerciali?

Matteo Mellone: «I centri commerciali? Quando pensano al benessere che portano questi centri, ci valutano come cittadini o come consumatori? Sicuramente ha delle utilità»

Paride Dal Grosso: «Una valutazione urbanistica-stradale andrebbe fatta. Mettiamoci Vinitaly, i saldi ad Adigeo, l’Esselunga, l’Ikea…cosa diventerà Verona Sud?»

Veronica Zolin: «Per chi ci vive e chi ci lavora Adigeo crea sicuramente problemi»

 

Sicurezza e spazi verdi

Veronaica Zolin: «Io non mi sento tranquilla ad andare ai bastioni, forse più vigilanza aiuterebbe a renderlo più frequentato dai giovani»

Matteo Mellone: «Ci sono zone che si salvano, tipo le Torricelle». Giulia Mazza: «Io ci abito, ma mi viene male l’idea di andare a correre fuori casa alla mattina o alla sera». 

 

La politica

Cattaneo: «Giovani disinteressati alla politica, ma quale politica? Quella di palazzo, di certo non quella che parla ai giovani che invece saprebbe coinvolgerli». 

Veronica: «È vero che a sentire certe notizie la voglia di seguire la politica viene meno, però se tutti quelli che vogliono cambiare qualcosa si defilano, restano solo quelli che la politica la vogliono fare solo per i propri interessi».

Matteo: «Informarsi e impegnarsi è giusto, però vedere la politica come un mestiere per me è sbagliato. Alla base di tutto c’è che girano troppi soldi a certi livelli. E poi dovremmo essere tutti sullo stesso piano, ci vorrebbe più disponibilità ad ascoltarci da parte degli “anziani” della politica. Non è vero che l’esperienza basta da sola: bisognerebbe trovare un punto d’incontro tra esperienza e nuove idee».

 

Calcetto o curriculum?

Francesco Lughezzani: «Le dichiarazioni di Poletti sono state sicuramente infelici. Ma è indubbio che in Italia contino di più le relazioni personali e le conseguenze che le reali capacità per trovare lavoro. Il problema è anche che una frase del genere detta da un ministro grida vendetta».