Genetista veronese dietro le scoperte sul Dna in Congo

Genetista veronese dietro le scoperte sul Dna in Congo

C’è anche il genetista dell’Università di Verona, Massimo Delledonne, dietro al nuovo risultato ottenuto da Kabobo Expedition in Congo. Dopo il primo successo ottenuto il mese scorso con il sequenziamento sul campo di una rana affine alla specie Amietia delalandi (un anfibio diffuso in alcune zone dell’Africa orientale) per il 96%, i ricercatori della spedizione di esplorazione biologica organizzata dal Muse di Trento in collaborazione con Università di Verona e Wildlife Conservation Society – hanno sequenziato altri sei organismi viventi: due rettili, due anfibi e due mammiferi, un pangolino e una piccola antilope di foresta.

 

Massimo Delledonne, con Anita Rodriguez Prieto, ricercatrice del Muse di Trento, hanno estratto, purificato e amplificato il Dna degli animali nel laboratorio da campo attrezzato nella foresta del massiccio di Kabobo, lungo le sponde del Lago Tanganika. «La tecnologia sviluppata da Oxford Nanopore Technologies che abbiamo utilizzato in questa spedizione – spiega Delledonne – ci ha permesso per la prima volta di caratterizzare le basi genetiche di specie selvatiche direttamente sul campo e completamente offline, in un momento in cui la scienza è sempre più dipendente da internet».

 

Alcuni risultati ottenuti indicano una tale diversità con quello delle specie già depositate nel database da far confermare la singolarità della storia evolutiva di queste foreste.