Ferragosto, weekend all’Arena di Verona tra Il Trovatore e Aida

Ferragosto, weekend all’Arena di Verona tra Il Trovatore e Aida

Quest’anno la tanto discussa stagione Areniana sta regalando serate di grande pubblico e anche di soddisfazione musicale, per i più esigenti. Tolto qualche tenorino, scoperto per caso, che calca anche troppo spesso il palcoscenico negli ultimi anni e che il 16 luglio in Carmen non ha per niente brillato, il resto dei cast e la direzione dell’orchestra è in buone mani.

In particolare durante questo week end, il signore indiscusso sarà il M° Daniel Oren, attesissimo anche al Teatro Regio di Parma.

Il Maestro Oren dirigerà “Il Trovatore”, in programma per sabato 13 alle ore 20.45.

Il Conte di Luna sarà interpretato da Dalibor Jenis, il tenore Marco Berti sarà Manrico, ruolo già conosciuto al Metropolitan di New York nel 2013.

Nelle vesti di Leonora la soprano cinese Hui He, che nella sua carriera annovera collaborazioni con tutti i più prestigiosi teatri d’opera del mondo (La Scala di Milano, l’Arena di Verona, il Metropolitan di New York, la Liryc Opera di Chicago, la Staatsoper di Vienna, la Deutsche Oper Berlin, la Staatsoper Berlin, Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, l’Opera Bastille di Parigi, il Linceu di Barcellona, Palau de les Arts a Valencia, NCPA a Pechino, NHK a Tokio) e con i più affermati direttori d’orchestra, (Lorin Maazel, Zubin Mehta, Daniel Oren, Fabio Luisi, Marco Armilliato, Andris Nelsons, Gustavo Dudamel).

Nell’allestimento di Franco Zeffirelli, che ne ha curato regia e scene, il tono “caldo” della vicenda è mantenuto alto per tutta l’opera: “Ho tenuto conto – ha affermato Zeffirelli nel corso di un’intervista – di quanto sia l’opera più immediata scritta da Verdi, la cui temperatura è tenuta costante dal ricordo, dalla costruzione e dall’attività della pira. Ma quanti richiami al fuoco in quest’opera: da la vampa che stride, alle vampe d’inferno, al ‘foco orribile che arde in petto’, a Leonora morente, ‘all’amorosa fiamma’ che arde ogni fibra. I protagonisti avvampano di furore, d’ira. C’è la perenne notte rischiarata dai fuochi dell’accampamento, dalle lanterne e il sangue che sempre incombe”.

L’imponente messa in scena valorizza il palcoscenico areniano sia nelle scene corali, con la sfilata di eserciti di alabarde, tende, zingari e cavalli con i loro cavalieri, sia nelle parti soliste.

Nella giornata successiva, domenica 14 agosto, il M°Daniel Oren sarà poi alle prese con “Aida”.

E’ l’opera più rappresentata sul palcoscenico veronese: dal 1913 è stata proposta in 59 diverse edizioni per un totale di 650 recite. Ad Aida è legata in maniera indissolubile la nascita del Festival Lirico che ha trasformato l’Arena di Verona nel teatro all’aperto più grande e famoso al mondo.

Il capolavoro verdiano è presentato nell’allestimento di Gianfranco de Bosio ideato nel 1982 – e replicato per 18 stagioni – che rievoca l’edizione storica del 1913 di Ettore Fagiuoli, con le coreografie di Susanna Egri.

Maestro del Coro Vito Lombardi, che in questa prima stagione di attività sta facendo molto bene.

Radames è affidato a Carlo Ventre, che debuttò nello stesso ruolo alla Royal Opera House of Covent Garden nel 2011. Amarilli Nizza veste i panni di Aida, mentre il ruolo di Amneris è di Sanja Anastasia, già dal 2014.

Ora non resta che prendere posto e godersi lo spettacolo della sera che cala tra le luci del palco e i gradoni di pietra intrisi di storia.

G.P.