Elezioni comunali/Il balletto di candidati mette in fuga gli elettori

Elezioni comunali/Il balletto di candidati mette in fuga gli elettori

È difficile andare dietro al balletto delle candidature a sindaco
nella capitale, così come in molte altre grandi città dove si
rinnoveranno le amministrazioni comunali. A Roma si moltiplicano i
candidati dei partiti, maggiori e minori: Giachetti per il Pd dopo
le modeste primarie, Bertolaso per i berlusconiani ma contestato in
casa, Marchini con la lista centrista del cuore spezzato, e la
Raggi emergente del movimento 5Stelle.
A completare il quadro salgono e scendono dal proscenio, a destra,
la Meloni, Storace e Casapound, e, a sinistra, lo scissionista
democratico Fassina, l’ex sindaco Marino, senza parlare della
discesa in campo minacciata dal sindaco di Verona Tosi e perfino
dal senatore Razzi, ben noto per le imitazioni che ne fa
quotidianamente Maurizio Crozza.
Così Roma è divenuta lo specchio deformato della nazione per la
frammentazione delle candidature, una vera e propria piaga del
sistema politico nazionale e locale. Non perché si debba
disprezzare, quando esiste, il pluralismo delle idee e dei progetti
da presentare agli elettori, ma in quanto la moltiplicazione delle
candidature non rappresenta un’offerta pluralistica di concrete
soluzioni dei gravi problemi che affliggono le città, specialmente
a Roma devastata dalla lunga stagione di mala-amministrazione.
Dunque, il caos regna sovrano e il buongoverno non appare
all’orizzonte. C’è qualcuno che sa dire quali sono le vere
differenze tra i programmi?