Dall’Arena al Colosseo, critiche e sarcasmo dopo la cadidatura …

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  • A guardarle da vicino le elezioni amministrative romane non possono non far tornare in mente un adagio musicale reso celebre dal genio artistico di Enzo Jannacci, quel “vengo anch’io? no, tu no” che invece dello zoo comunale pare si possa benissimo adattare anche al Comune romano stesso.

    Un candidato M5S, uno del Pd, uno (o forse più di uno) dei fuoriusciti del Pd e poi il magnifico e frastagliato panorama del cosiddetto Centro-Destra: il revenant Guido Bertolaso sponsorizzato da Berlusconi, Giorgia Meloni sostenuta dalla Lega di Salvini e per ciascuno di questi i relativi doppioni, Alfio Marchini il moderato un po’ vado a destra un po’ vado a sinistra e, largo invece all’ala destra, il sempreverde Storace.

    “Si potrebbe andare tutti quanti ora che è Primavera”, cantava sempre Enzo Jannacci. Dunque chi mancava all’interno di questo singolare caleidoscopio elettorale? La mossa a sorpresa è arrivata ieri, spiazzando tutti, Flavio Tosi ha fatto sapere pubblicamente di “starci pensando seriamente”. E così ecco che anche l’attuale sindaco di Verona si candida per ottenere un posto al sole nella Capitale. Dall’Arena al Colosseo, si sa, il passo è breve.

    Le reazioni politiche dopo l’annuncio ovviamente non sono mancate, a cominciare proprio dagli esponenti dell’ex partito di Tosi, la Lega Nord, la cui Segreteria Provinciale veronese in un comunicato ha voluto esprimere, non senza molta ironia, tutti i dubbi in merito: “Tosi candidato sindaco di Roma? Potrebbe essere una scelta molto positiva soprattutto per noi Veronesi, in quanto durante la campagna elettorale non ne sentiremo sicuramente la sua mancanza e in caso di vittoria vorrà dire che si trasferirà armi e bagagli nella Capitale portando con sé per sempre i suoi strampalati progetti come il cimitero verticale, il collegamento bidonvia tra lo stadio e l’aeroporto, o infine la copertura dell’Arena che vorrà trasferire sul Colosseo”.

    Sempre sul fronte leghista, l’idea della candidatura romana dell’attuale primo cittadino scaligero è stata accolta con molto sarcasmo anche dal Consigliere Regionale della lista “Zaia Presidente” Stefano Valdegamberi, il quale senza mezzi termini ha invitato Flavio Tosi a pensare ancora più in grande: “In relazione alla notizia apparsa sui quotidiani di oggi in merito alla possibile candidatura di Flavio Tosi a sindaco di Roma mi viene spontaneo dire: perché limitarsi a questo? Proporrei di agganciarsi al volo alle primarie come prossimo candidato alla Presidenza degli Stati Uniti d’America!”

    Dal faceto al serio, il Consigliere Valdegamberi non ha poi rinunciato ad attaccare frontalmente il sindaco scaligero, ricordando come in fondo il suo ruolo a Verona sia ben lungi dall’essere già concluso: “Un sindaco che in pochi anni si candida: come europarlamentare, presidente di regione, ed ora sindaco di Roma e nel frattempo costituisce un partito viaggiando in lungo e in largo per l’Italia con convegni e congressi: quando mai avrà tempo di pensare ai problemi della propria città? I risultati, infatti, si vedono: tramvia che non parte, traforo al palo, fondazione Arena sull’orlo del fallimento, quadrante Europa in vendita… Fare il sindaco è un servizio alla città, o rappresenta solo l’occasione per fare carriera personale, dimenticandosi dei problemi endemici della città di Verona, da tempo insoluti? Lascio ai cittadini la risposta”.

    In attesa di ascoltare quanto avrà da dire anche il Partito Democratico locale in merito a tutta questa vicenda, è chiaro che a conti fatti, il vero rischio di una simile operazione per il leader di “Fare!”, sia proprio la possibilità di un venir meno della sua credibilità politica interna al Comune stesso di Verona, dove non bisogna dimenticare che nel 2017 si tornerà a votare per eleggere, appunto, un nuovo Sindaco.