Da Ostiglia a Treviso, la vecchia ferrovia diventerà una ciclabile

Da Ostiglia a Treviso, la vecchia ferrovia diventerà una ciclabile

OSTIGLIA. Arriva dopo dieci anni d’attesa la sigla dell’accordo con il quale la Regione Veneto prende provvisoriamente in comodato il sedime della Ostiglia-Treviso, 116 km, la più lunga ferrovia dismessa d’Italia, per tre anni. Entro questo lasso di tempo, il governatore Luca Zaia si è impegnato ad acquistare da Rete Ferroviaria Italiana Spa gli oltre 50 manufatti fra caselli e stazioni da recuperare e trasformare in infrastrutture del futuro “parco lineare”, che si snoderà sull’intero percorso e che consentirà ai ciclisti di attraversare in sicurezza su una pista attrezzata l’intera pianura veneta da nord-est a sud-ovest, giungendo in Lombardia ad Ostiglia.

La cosiddetta “green way”, strada verde, favorirà la mobilità sostenibile ed il turismo, avvicinando il Veneto alle grandi regioni mitteleuropee, come Austria e Germania, che oggi generano ricchezza sostenibile (agriturismi, bed breakfast, ristoranti e punti vendita a km 0, ecc) dalle ciclopiste attrezzate. Ad oggi, la Treviso-Ostiglia è percorribile nei primi 52 km (tutti in Veneto), mentre ad Ostiglia il progetto, che prevede una pista di arroccamento dell’area industriale, è legato al progetto Eusider. Ma anche la Regione Lombardia si muove sulle ciclabili e mercoledì 27 luglio ha sottoscritto un protocollo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in base al quale si è deciso di realizzare la dorsale cicloturistica regionale “VenTo” tra Venezia e Torino, che nei 679 km coinvolge due Regioni e undici Province e della quale il Pirellone sarà capofila. La ciclovia del Sole, invece, già pronta sino a Verona sarà completata nei 460 km sino a Firenze. (fr.r.)